SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’epocale crisi delle Borse mondiali e il crollo ripetuto di Piazza Affari a ben vedere hanno avuto conseguenze benefiche su San Benedetto. La ridente cittadina delle palme, infatti, è stata prescelta dal Governo come località di momentaneo confino per broker, promotori finanziari, agenti di Borsa, banchieri al tubo del gas, manager superliquidati con i complessi di colpa, raider che hanno subìto mobbing offshore, industriali con il visto per la Cina in tasca.
Nella scia della ripresa degli aiuti al mercato e del dirigismo pubblico sull’economia inaugurati dal ministero del Tesoro, infatti, la ragion di Stato e le ragioni di amicizia personale hanno inaugurato la stagione del riposo forzato per i protagonisti del crollo finanziario. Duplice l’esigenza che si vuole soddisfare con l’aiuto della città di San Benedetto, univoco il vantaggio che la Riviera otterrà. Quale miglior rifugio di un bunker con vista mare, infatti, per gli abili manager in preda alla catastrofe, bisognosi come sono di riposo prima di tornare sulla plancia di comando? E quale miglior ambiente per sottrarli alle ire dei risparmiatori furiosi che hanno già imbracciato il forcone nei loro confronti?

La proverbiale ospitalità degli abitanti delle basse Marche farà il resto: il Comune ha messo a disposizione una cinquantina di concessioni balneari come luogo di ricovero e protezione per gli sfortunati maghi della finanza. L’operazione è a costo zero per lo Stato: non c’è bisogno di costruire bunker perché già ci sono, sulla stupenda costa sambenedettese. Basterà qualche cavallo di Frisia sparso qua e là sulla pista ciclabile, mentre il filo spinato già c’è.

Le casematte – pardon, gli chalet – sono già a disposizione della comitiva in giacca e cravatta. Offriranno loro ristoro e protezione fino a quando passerà la tempesta. Gli indennizzi per gli imprenditori turistici appiedati saranno di tipo economico. Otterranno infatti somme di denaro risparmiate dallo Stato tramite l’istituzione del maestro unico di quartiere, nuova figura di custode e solitario depositario del sapere in ciascuna scuola elementare d’Italia.
Cosa ci guadagna il Comune? Un concreto aiuto per sbloccare la vendita del Ballarin a coloro che ne cureranno la demolizione e la trasformazione in quelle che saranno le Piramidi della Riviera, il Colosseo de li marenare, gli Uffizi de noantri, il Prado al porto o il Louvre in mezzo alle palazzine. Insomma, qualsiasi cosa si dovesse fare al posto del Ballarin, il Governo gli darà il definitivo semaforo verde concedendo al Comune di aggirare il divieto di vendita previsto dopo l’acquisto dell’area dal Demanio.
L’operazione salva-manager avrà inoltre un influsso turistico sulla città. La famosa destagionalizzazione sarà finalmente realtà: sono previste frotte di curiosi, risparmiatori con la bava alla bocca, piccoli imprenditori con il cappio già posto sul collo, giovani precari con il contratto a nanosecondi, operai licenziati dopo 25 anni di onorato servizio, cassintegrati che hanno appena deciso di emigrare in Cina, anziani con la pensione svalutata che gli basta appena per comprarsi una confezione di Viennetta. Tutti insieme appassionatamente a fare la posta di fronte ai bunker, cercando di intravedere qualche capa a tiro di schioppo all’interno del bar o nelle cabine doccia oltre il filo spinato.
Così facendo passerà finalmente questo travagliato inverno. A inizio della prossima estate la comitiva di esiliati farà infatti ritorno sulla plancia di comando, contando sull’effetto ammansimento portato alla popolazione italiana dai nuovi reality “24 ore al giorno nella cabina doccia di una velina” e “L’isola dei politici trombati”, i cui format sono appena stati acquistati dalla Tv venezuelana; senza contare le travolgenti emozioni regalate al pubblico televisivo dalle nuove fiction “La famiglia Chiacchieroni” e “Vigili Urbani a Secondigliano”, oltre che dall’ambitissimo telequiz “Chi vuol essere un lavoratore con il posto sicuro e addirittura 800 euro al mese”, l’evoluzione in tempi di austerity e licenziamenti dell’ormai inattuale “Chi vuol essere milionario”.

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