PESCARA – Quante volte sarà capitato di visualizzare sul proprio cellulare messaggi pubblicitari o di propaganda elettorale inviati da sconosciuti mittenti?

Certo è che una campagna elettorale “pulita” non può prevedere l’utilizzo improprio dei dati personali dei cittadini, in primis per rispetto agli stessi e, in secondo luogo, per l’ossequio dovuto alla legge sulla privacy.

«Abbiamo motivo di credere – spiega Donato Fioriti, presidente di Cipas Abruzzo (Centro Italiano di Proposta ed Azione Sociale)- che esista una specie di mercato nero dei singoli dati personali dei cittadini, posti a disposizione del politico di turno. Non sappiamo se per ragioni economiche o per ingraziarsi il politico, fatto è che fanno gola mailing list, numeri di cellulari ed altri dati utili a comunicare in modo diretto con l’elettore». Fioriti cita come esempio l’emblematico caso di una dirigente del Cipas che da qualche giorno è vessata da messaggi di propaganda elettorale inviati da uno sconosciuto candidato alle elezioni.

«Considerato che il nostro dirigente in questione – continua ancora Fioriti- non conosce personalmente il candidato e non gli ha mai dato il suo numero di cellulare, utilizzarlo a suo nome per propaganda politica rappresenta una palese violazione dell’art. 13 della 196/03, (Codice in materia di protezione dei dati personali). A questo punto – conclude Donato Fioriti – ci rivolgiamo ai cittadini che subiscono in questi giorni queste vere e proprie molestie telefoniche, chiedendo loro di farci pervenire i loro casi, poiché li raccoglieremo in un dossier che farà parte di un esposto da inviare alla procura».

Le segnalazioni possono essere inviate via fax (085.292226) o tel (085.693873) email (cipas@iol.it) per posta (a Cipas Abruzzo via C. Battisti 135 Pescara) o recandosi di persona nella sede legale regionale Cipas.

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