dal settimanale Riviera Oggi numero 750

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cambia l’immagine della povertà anche nel nostro territorio: ci sono gli immigrati, certo, ma anche un crescente numero di italiani costretti a rivolgersi alle strutture pubbliche. Una chiacchierata con Cristina Pizzarullo, assistente sociale del Comune, ci aiuta a capire come in effetti la crisi ci sia e si faccia sentire. «Purtroppo – spiega – la chiusura di molte aziende nella zona e la cassa integrazione hanno messo in ginocchio diverse famiglie. Direi che fino a qualche anno fa la richiesta era meno reale e meno effettiva, oggi invece si nota che il bisogno è concreto».

Ovviamente tra le richieste c’è un aumento di quelle provenienti da popolazione straniera, ed è una situazione piuttosto normale in quanto il numero di immigrati nel nostro paese è aumentato negli ultimi anni. Ciò che fa specie invece è che si registra anche un forte aumento di richieste fatte dai cittadini italiani residenti, segno che il disagio non riguarda più soltanto la popolazione extracomunitaria.

Ma quali sono gli interventi con cui l’Amministrazione comunale cerca di far fronte a questo disagio crescente? «Quando possibile – spiega la Pizzarullo – evitiamo di dare direttamente denaro, in quanto a volte la povertà è anche quella di non saper gestire i liquidi. Preferiamo il più delle volte offrire risposte alternative quali l’esonero dal pagamento della retta dell’asilo nido o della mensa scolastica, il rimborso dell’affitto, o il kit scuola consistente in una dotazione di materiale scolastico». Le richieste maggiori sono quelle per la locazione e per il pagamento delle imposte e delle bollette. Non chiedono generalmente invece contributi per pasti e vestiario, in quanto la Caritas e le parrocchie coprono in maniera piuttosto sufficiente questo tipo di richieste.

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