SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’atto di indirizzo per la riqualificazione del Ballarin che verrà portato nel prossimo Consiglio comunale (leggilo in formato pdf fra i documenti allegati) non incontra l’approvazione del centrodestra.
Non era una novità, ma dopo una riunione fra tutti i consiglieri di Alleanza Nazionale e Forza Italia e una attenta lettura dell’atto, arrivano le motivazioni definitive e articolate sulla scelta.
«Premesso che noi del Popolo della Libertà siamo favorevoli a mettere mano alla situazione di degrado del Ballarin, riteniamo che questo atto vada riscritto da capo a piedi. Altro che emendamenti, così non va e non ce la sentiamo di votarlo», affermano Bruno Gabrielli e Pasqualino Piunti.
Nello specifico, ai consiglieri di An e Fi non va giù il fatto che l’atto contenga una dettagliata interpretazione legislativa, in particolare sulla legge Finanziaria del 2005 che prescrive la famosa inalienabilità per dieci anni sui beni sdemanializzati: «Come si può pretendere di chiamare il Consiglio comunale, e quindi i consiglieri fino ad oggi bellamente ignorati, a dare un’interpretazione su una legge dello Stato? Ci stupiremmo se i nostri colleghi di maggioranza non dovessero porsi questa domanda. Oltretutto su un atto che al momento non ha paternità visto che non si sa chi lo abbia redatto», afferma Piunti.
Il suo collega Gabrielli aggiunge: «Gli impegnativi contenuti dell’atto di indirizzo debordano le competenze di noi consiglieri comunali. Se rimane così com’è non lo voteremo, e questo lo diciamo per senso di responsabilità».
L’azzurro critica il fatto che al Comune non rimanga la proprietà dell’opera architettonica che sorgerà, invocando la fattibilità di un project financing o di un accordo di programma. Un’ipotesi peraltro che viene esplicitamente esclusa dall’atto di indirizzo, in cui si afferma che l’ipotesi non è percorribile perché il soggetto che vincerà il bando pubblico e costruirà l’opera non ne ricaverà benefici in termini di lucro.

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