SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla ex Surgela mercoledì mattina si è svolta un’assemblea dei lavoratori, convocata da Cisl e Uil, per discutere sugli ultimi, complicati, sviluppi della vicenda. Sono state raccolte una quarantina di firme per la richiesta ufficiale di fallimento.
Presso il Comune, il rappresentante dei lavoratori Gabriele Napoletani e l’esponente della Fai/Cisl Alberto Andreani hanno dato vita a una conferenza stampa ”dialettica”, esponendo i loro punti di vista.
La tensione è sempre alta perché, non va dimenticato, il tempo delle semine agricole stringe e il glorioso stabilimento (44 milioni di euro di fatturato annui ai tempi d’oro) rischia di saltare la prossima stagione produttiva.
Napoletani espone questa presa di posizione: «Noi siamo favorevoli all’avvento di Vincenzo Ciulla come affittuario dello stabilimento ma chiediamo garanzie sulla riassunzione di tutti gli 80 dipendenti, chiediamo il mantenimento di uno stipendio adeguato a chi ha venti e passa anni di professionalità sulle spalle, invochiamo infine un incontro di concertazione prima della ripresa della produzione, con Ciulla, con le istituzioni e i sindacati provinciali. Chiediamo la convergenza delle sigle sindacali sul fatto che le trattative vengano fatte prima della auspicata ripresa dell’attività industriale».
Napoletani, in particolare, chiede un impegno ufficiale sulla riassunzione di tutti i lavoratori, che potrebbe comprendere anche l’istituzione di un fondo di garanzia per coloro che non dovessero rientrare nelle riassunzioni a scaglioni.
«Vogliamo stare tranquilli per la sorte di tutti noi – dice Napoletani – facciamo conto sul fatto che Ciulla parla di ricostituire un’azienda per il bene di 80 famiglie e perché Malavolta ha assicurato nel tavolo istituzionale al ministero che non avrebbe affittato a chi non avesse garantito la riassunzione di tutti».
Andreani della Cisl ha affermato: «Noi vogliamo Ciulla alla Surgela a patto che abbia una commessa industriale, e lui ha una piattaforma commerciale a disposizione. Lo vogliamo a patto che tratti gli aspetti sindacali inerenti al contratto nazionale di lavoro, e quando sarà aperto lo stabilimento tratteremo con lui i piani occupazionali. Se accetterà le nuove condizioni poste dal commissario giudiziale (comprese quelle sul mantenimento delle giacenze di magazzino), lo appoggiamo in pieno».

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