SAN BEENDETTO DEL TRONTO – L’Italia sta sprofondando, la maggior parte degli stipendi sono diventati praticamente inutili. Mi spiego: non hanno più l’utilizzo di una volta: quando l’80% serviva per vivere decentemente, il 20% si metteva da parte. Fino a qualche anno fa era così. Oggi servono per sopravvivere ¾ di mese circa. Per gli altri sette giorni si accumulano debiti. Semplice capire che, senza un rimedio vero, bene non finisce. Finora, lo dice la storia, queste situazioni sono state risolte, quindi peggiorate, in modo cruento. Poi la quiete dopo la tempesta (dopo guerre, rivoluzioni) con naturale ridimensionamento della qualità di vita (un ridimensionamento ad personam che oggi servirebbe: un telefonino, un auto e basta per famiglia, giusto per fare un esempio, è praticamente impossibile).
Nel terzo millennio si dovrebbe poter fare qualcosa di meglio. Come? Usando di più il cervello, a partire dal rapporto con l’altro, che va amato e non fregato. Come è diventato normale nella filosofia dei nostri giorni. Non voglio però soffermarmi su questo concetto ma su un altro che potrebbe essere un punto di partenza: cambiare radicalmente il modo di fare politica.
Un esempio arriva da un episodio della settimana scorsa: il consigliere comunale Giorgio De Vecchis ha sollevato un problema di aree non fabbricabili che potrebbero diventare tali. O lo sarebbero già diventate. Una denuncia grave ma che potrebbe essere smontata con qualche distinguo che, voglio sperare, non mancherà. La reazione di chi si sente “colpito” è stata finora deviante (“De Vecchis è un esaltato, vede nero in tutto”) o addirittura autoritaria (se non ‘mafiosa’) nei confronti, non di De Vecchis, ma addirittura di quei giornali che hanno fatto il loro dovere, portando a conoscenza della comunità un semplicissimo contenzioso pubblico. In un paese civile a sbagliare sarebbero stati quei giornali che hanno omesso la vicenda, non espletando in pieno il proprio compito. L’omissione che fa comodo a pochi e danno a molti, oggi, invece viene premiata con il rischio di stuccare una corda già abbastanza tesa.
Insomma il merito non esiste più: conta quello che De Vecchis ha fatto e non quello che ha detto. Un modo per aggirare l’ostacolo e farlo finire nel dimenticatoio? Mi auguro di no ma questo è un malvezzo che esiste e andrebbe eliminato. Che c’entra con gli stipendi insufficienti? C’entra perché dai governi dipende la nostra esistenza terrena e, se essi sono egoisti e a vantaggio di pochi, come oggi, le ripercussioni economiche non posso che essere negative per i normali cittadini.
Concludo con un invito che vorrei rivolgere principalmente ai giovani consiglieri comunali sambenedettesi di minoranza e maggioranza. Li ho un po’ studiati e trovo che la loro radice è buona ma anche che non hanno ancora la forza di scardinare un sistema malvagio. Da loro, invece, io mi aspetto quella sterzata che dovrà servire per tutti, i loro figli compresi. Senza dover rimpiangere un giorno che, da dentro, avrebbero potuto fare qualcosa di più. Quando, fuori dalla politica, insieme alle loro famiglie si troveranno a subire le conseguenze di cui parlavo sopra. Spezzate con coraggio l’attuale andazzo. Senza paura, come diceva spesso papa Giovanni Paolo Secondo.

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