SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nelle prime due partite di campionato, la Samb ha subito 4 gol. Nelle restanti otto, altrettanti, di cui uno quasi allo scadere, a Ravenna. Numeri che portano i rossoblu, seppur in coabitazione con altre cinque squadre (Verona, Cesena, Cremonese, Spal, Novara) ad essere la difesa meno battuta del campionato. Un ottimo risultato, considerando la pessima posizione in classifica (quint’ultimi) pur se la formazione di Piccioni è reduce da quattro risultati utili consecutivi (8 punti).

Il reparto arretrato si sorregge sull’ottima prestazione del portiere Dazzi, che fino ad ora non si è macchiato di nessun errore rilevante e contende a Consigli la palma del miglior numero uno rossoblu degli ultimi anni: anzi, se Consigli, che pure era più giovane, si macchiò di qualche errore in avvio di campionato, nulla di ciò è imputabile a Dazzi.

Davanti a lui, vanno benissimo Moi e Bonfanti, mentre il terzino destro Tinazzi è prepotentemente maturato, tanto da essere diventato un’insidia anche in fase offensiva – nei primi due anni si limitava ad un ruolo di puro contenimento. Note più dolenti sulla corsia sinistra: i due terzini di ruolo, Padula e Ficano, non sembrano ancora maturi; Pistillo e Tinazzi, pur impiegati in quella posizione, sono dei destri puri. Così ecco che Ferrini, centrocampista di qualità, è stato retrocesso di nuovo in difesa. Ne viene meno la qualità complessiva della squadra, ma non si può dire che la difesa ne risenta, anzi.

Il buon rendimento difensivo trova conferma nell’assetto più coperto della formazione, passata dal leggero 4-3-3 al 4-1-4-1 che vede in Palladini una sorta di De Rossi di Prima Divisione.

Fin qui le note liete. Davanti, però, son dolori. I rossoblu non hanno segnato neanche un rete nelle prime sei gare; ne hanno fatte quattro nella trasferta di Portogruaro. Poi, altre due. Così assieme al Portogruaro e al Verona ha il peggior attacco. Situazione incancrenita dagli infortuni di Pippi, che all’inizio era fuori forma e che, dopo la doppietta in Veneto, s’è infortunato, e dalla mancanza di una alternativa come centravanti.

Cigan, è evidente, non è adatto al ruolo, nonostante il diesse Natali, ad agosto, avesse dichiarato che era adattabile nel ruolo di prima punta. Melchiorri non sembra più rientrare nei piani di Piccioni; il giovanissimo Caselli è, appunto, giovanissimo, e non gli si può chiedere di essere l’uomo che salva la situazione della Samb.

Morini, che l’hanno scorso con i suoi gol aveva contribuito a rimpinguare il bottino della Samb, quest’anno arriva poco al tiro mentre per gli altri buoni centrocampisti a disposizione (Titone, Magnani, lo stesso Cigan, Olivieri), il curriculum non parla di possibilità di raggiungere – neanche lontanamente – la doppia cifra.

Dunque, o Pippi, o nulla. Nella speranza che il brasiliano torni a disposizione e trascini la Samb in posizioni più tranquille, a “Baffo” Piccioni non resta che affidarsi alla solidità difensiva con la speranza che qualcuno, là davanti (ma anche… dietro) butti la palla in rete.

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