SAN BENEDETTO DEL TRONTO- La Regione Marche ha stanziato 560 milioni di euro per il Piano Triennale della Sanità Regionale secondo l’accordo di programma con lo Stato. Di questi circa 328 milioni saranno reperiti dall’alienazione di beni immobiliari mentre il restante aspetta ancora una copertura.

Il Piano prevede tre livelli di interventi. Il primo di carattere organico con la messa in sicurezza delle infrastrutture sanitarie ed i centri ambulatoriali. Il secondo teso ad accrescere lo sviluppo elevando la qualità della Sanità Marchigiana tramite la incentivazione delle tecnologie e delle risorse umane. Il terzo a sostegno delle accresciute spese di manutenzione che tale miglioramento comporta.

A immediato supporto del secondo intervento una delibera Regionale ha messo a disposizione circa 112 milioni di euro prelevandoli dalla somma totale per la parte garantita dalle alienazioni. Di questi, all’incirca il 10% (poco più di 10/12 milioni) spettano alla nuova provincia Picena.

Provincia che, con “Area Vasta”, sta cercando di ottimizzare al massimo le risorse dei due plessi ospedalieri (Madonna del Soccorso e Mazzoni) facenti capo all’Asur 12 e 13 con sinergie incrociate ed una nuova distribuzione delle competenze assistenziali più consone al proprio bacino di utenza.

Con San Benedetto come polo di emergenza e traumatologia ad essa legata (Neuorologia, Ortopedia, ed altri) Ascoli come centro prioritario per una tipologia di tipo medico (Ematologia, Oncologia, Emodinamica). Tutto questo mentre, per vie parallele, si cerca di portare avanti il “Progetto Speciale per il Sud della Marche” teso a favorire il sorgere di nuovo eccellenze in grado di incentivare la mobilità attiva e drenare quella passiva.

Ed ecco l’appello alla Regione affinché riconsideri la percentuale. «Per fare tutto quel 10% (circa 112 milino) spettanti al Piceno non basteranno». A lanciarlo un gruppo di rappresentati del PD piceno quali Luciano Agostini, Loredana Emili, .Primo Gregori e Giuseppe Cameli. Per la Emili: «Noi, a differenza del pesarese, siamo attualmente in una fase di buone prospettive per quanto concerne la mobilità attiva. E’ questo il momento di sostenerci. Prima che le nuove leggi sul federalismo accentuino le rivalità regionali ed aumenti la concorrenza tra le stesse».

Anche per Agostini occorre riconsiderare l’aiuto al sud sanitario della Regione :«Siamo stati i primi a parlare di Area Vasta anticipando i tempi. Siamo pronti e preparati. Ma i tempi stringono. Anche perché all’orizzonte si profilano tagli alla Sanità nazionale per ben sette miliardi di euro». E chiude con un accenno di polemica politica :«Mi fa specie sentire che Guido Castelli si sbracci tanto per l’Azienda Ospedaliera. Proprio lui che a suo tempo votò contro Il Progetto Speciale per il Sud delle Marche».

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