SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Libertà è partecipazione” cantava Gaber negli anni 8’0. In quello stesso periodo si andava affermando una associazione fondata da un gruppo di studenti universitari, tra cui il  figlio di Aldo Moro (Mario) i cui principi sembrano ispirarsi alla massima del cantautore.Iniziò con il chiamarsi “Movimento federativo democratico”  per poi cambiarlo in “Cittadinanzattiva”. E’ tra le più importanti associazioni per la tutela e la promozione dei diritti dei cittadini. Oggi conta 92 mila aderenti divisi in 12 associazioni. E’ presente su tutto il territorio italiano con 19 sedi regionali e 250 assemblee locali.

Diventa famosa e meritoria per la rete “Tribunale per i diritti del malato” alla quale si aggiungerà quella dei  “Procuratori dei cittadini” (attiva in ambito consumeristico), il “SAIG“ (Servizio di assistenza e informazione giuridica, ora Giustizia per i diritti). Principio portante del movimento è l’azione e la partecipazione dei cittadini, come fulcro della vita democratica. Questo modus operandi è diventato poi parte della Costituzione italiana con il referendum del 2001 che ha introdotto definitivamente l’ultimo comma dell’articolo 118.

Per avere assistenza e consigli ci sono i “Pit”, specie di numeri verdi ai quali si può telefonare per esporre casi, rilevare mancanze e disfunzioni dell’apparato assistenziale, amministrativo e giudiziario nazionale e locale. A San Benedetto ne fa parte, tra gli altri, l’ex consigliere comunale Benito Rossi in qualità di partecipante attivo, l’ex presidente del quartiere Paese Alto Patrizia Lo Giacco in veste di coordinatrice, Maria Grazia Grillo per il comparto “Giustizia e diritti”, Giuseppe Grieco in veste di Procuratore dei Diritti del Cittadino.

«Cittadinanzattiva è apolitica e apartitica – precisa la Lo Giacco – rivolta verso il sociale ed allo sviluppo della città nel suo insieme». Ma ciò non gli impedisce di tenere d’occhio le discrepanze della macchina amministrativa e dire la sua su importanti casi cittadini. Come nel caso del Ballarin, ampiamente anticipato dall’associazione o di mettere in guardia sulle possibili ripercussioni istituzionali nel caso delle molteplici ipotesi di ristrutturazione del Porto.

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