SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Divisione della provincia e candidature alle prossime elezioni della stessa. Su questi due argomenti interviene di persona il sindaco Giovanni Gaspari che ricorda di essersi dichiarato da sempre contrario alla divisione del territorio Piceno in quanto la separazione va a sfavore di quest’ultimo che diventa così l’ente territoriale più a sud della Regione rischiando di aumentare la sua già pesante emarginazione.

A tal riguardo e contro la nuova legge commerciale che elimina le aree di confine il primo cittadino ha scritto una lettera di protesta al presidente dell’Anci Marche Fabio Sturani invitandolo a ricollocare al centro dell’attenzione le problematiche dei comuni. Nella divisione della provincia Gaspari punta il dito contro il capoluogo ascolano che non ha saputo tener testa alle forti rivendicazioni di Fermo concernenti la prossima ripartizione patrimoniale del territorio (57% Ascoli-43% Fermo).

La nascente provincia fermana ha in un primo tempo richiesto un conguaglio di 30 milioni di euro, accettanto poi una cifra quasi della metà (16 milioni). Entrambi le cifre definite “folli” da Gaspari che giudica gravemente penalizzanti anche gli eventuali oneri in rate di mutuo (4-5 milioni) qualora la vendita di immobili non coprissero la cifra concordata. Spese che, secondo il primo inquilino di Viale De Gasperi, la nostra provincia non può permettersi.

Sempre nell’ottica di unire le forze più che dividerle, Gaspari avanza la proposta di San Benedetto come città sede di alcuni servizi a largo raggio (vedi Ufficio del Traffico) in quanto geograficamente e strategicamente equidistante tra i due futuri capoluoghi ma anche perché capofila costiera di tutta una serie di agglomerati a forte presenza urbana.

Sulle imminenti elezioni, il primo cittadino è esplicito: «L’attuale maggioranza alla guida della provincia non si tocca, anzi va preservata». Con questa premessa il primo cittadino della Riviera invita il Pd ad indire le primarie per stabilire il candidato da proporre alla coalizione per le prossime provinciali. L’obiettivo è evitare che all’interno del partito si crei una “marmellata” di candidature tale da destabilizzare la forza dell’ultimo risultato elettorale arrivando divisi alle contrattazioni con gli alleati di partito.

E ricorda: «Non dimentichiamoci che Massimo Rossi ha davanti a sé la possibilità costituzionale di candidarsi a due mandati come presidente della nuova provincia dopo aver esaurito l’attuale come leader della vecchia». Alla domanda se la riflessione va intesa come un augurio o la prospettiva di un pericolo risponde salomonicamente: «Io non solo ho appoggiato la candidatura Rossi alle ultime elezioni ma sono stato anche l’artefice della sua campagna elettorale». A buon intenditore…

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