SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le alterne vicende del Ballarin stanno avendo eco anche tra le componenti politiche. Bruno Gabrielli e Giorgio De Vecchis, entrambi consiglieri d’opposizione nelle file del Pdl, lamentano il fatto di non essere stati messi a conoscenza dei vari sviluppi e si dicono sconcertati dal fatto che, in quanto rappresentanti eletti della cittadinanza, siano stati obbligati a seguire le fasi delle trattative tramite i media.

Risponde prontamente Giulietta Capriotti, presidente del Consiglio: «Al momento non ho ricevuto nessun atto di indirizzo e quindi non lo posso trasmettere ai consiglieri. Ma tengo a precisare che c’è stato un ampio incontro propedeutico alla presenza del sindaco e della Fondazione Carisap, sia in Commissione, presieduta da Luca Vignoli, che in incontri con i capigruppo ai quali era presente, tra gli altri, Pasqualino Piunti».

Gabrielli, pur riconoscendo al sindaco Giovanni Gaspari l’atto di responsabilità meritorio affidando ad un bando pubblico la soluzione per il vecchio stadio, avverte: «Ho sentito e letto di un atto di indirizzo per convegnistica, turismo, cultura. In realtà le destinazioni, come risulta dal Piano Regolatore attuale, sono solo due e ben specificate: zona a verde sportivo e zona a verde di quartiere. Qualsiasi altra alternativa impone una variante stralcio al piano regolatore».

Variante che, secondo l’esponente di opposizione, ha tempi che vanno da sei mesi a due anni tenuto conto dell’iter da seguire. E si chiede se con la clausola “Di pubblica utilità e fruibilità gratutita” che come sembra ormai certo sarà inserita nel bando non si voglia in realtà favorire le Fondazioni a discapito dei privati.

Secca la risposta del primo cittadino: «Io dico solo che spesso chi tiene troppo alla forma non ha il coraggio o la volontà di accettare la sostanza. E quindi mi chiedo: c’è la volontà generale di trovare una soluzione al problema?». Ma Gabrielli insiste: «Mentre nella formula del project-financing l’area torna di proprietà pubblica, nella modalità del bando si verifica il contrario visto che dopo dieci anni, decaduta la inalienabilità, la proprietà diventa privata. E’ questo che vogliono i cittadini?».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 699 volte, 1 oggi)