ACQUAVIVA PICENA – Pubblichiamo il saluto e l’omelia pronunciata da Don Lanfranco in ricordo di Gabriele InfriccioliTanti pensieri affollano il mio cuore. Pensieri che ritornano, una e più volte, come un’eco. Vanno, vengono arricchiti e impreziositi dal tempo, e dalle sue geografie.I pensieri sono ispirazioni, sono ricordi fatti di sguardi profondi .

Tutta la vita è compresa in uno sguardo… riempito di gratuità e di stupore, uno sguardo fatto di piccoli e veri gesti, come quelle preghiere recitate insieme ad Elisa e Serena amatissime nipotine, contente di pregare per te come quel bacio… di l’altra sera…volato fin dentro al cuore di tutti.

Tutto è entrato nella mia stanza interiore.

Ora è tempo di dare voce a ciò che la mente ha trattenuto, per anni… e che gli scatti del cuore ha immortalato con lo sguardo.

E’ l’ora della vita. Della vita piena.

E’ la sera del gratuito, dove l’umano si incontra con il divino, e l’unico desiderio è solo quello di raccontare a tratti confusi, l’affascinante mistero di vivere che ho incontrato in Gabriele, uomo, Padre, marito e grande amico, un vero e proprio faro!

Parlare di Dio è parlare della vita.

Le scritture ci dicono che lo stesso Giovanni, dovendo dare un nome a Dio, ha detto: “E’ la vita”.

Qualcuno ha scritto che “Il divino si sperimenta nello svolgersi degli eventi quotidiani e soprattutto nell’incontro, nella relazione… che è l’atto sacramentale più sublime della vita umana”.

IL TESTO DELL’OMELIA
Carissimo Gabriele,

La tua storia è stata il domicilio del suo mistero.

Lì è stato accolto l’avventura del suo amore vero, forte, coraggioso, fedele, facendo casa con il volto della tua inseparabile Rosalba. Con lei hai fatto famiglia, chiamando alla vita Sante, Luca ed Andrea.

Un amore, che aperto porte a tanti cuori,, come si aprono i petali di una rosa! In silenzio… Un amore dove il Mistero di Dio ha trovato sempre la vita!

Una volta in confidenza mi hai detto che le perle più preziose della vita sono le persone.

Sì, credo che non sia da dire sottovoce, il tuo modo di darti agli altri! Con fare evangelico, silenzioso, umile.

Annotava il salmista: “Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura,.mi nasconde nel segreto della sua dimora”.

Gabriele, hai contagiato con la vita segnata, più da fatti, che non da molte parole!

Tanti oggi sono quelli che tu hai aiutato a diventare!

Ieri Volti di giovani, oggi diventati papà e mamme che sono qui a dirti conservate in uno scrigno, il loro grazie!

Ci hai fatto vedere che la fede cristiana è tutta questione d’amore!

Scriveva San Gregorio Nisseno: “Tre sono gli elementi che distinguono la vita del cristiano: l’azione, la parola e il pensiero. Primo tra questi è il pensiero, poi viene la parola che dischiude e manifesta con vocaboli ciò che è stato concepito con la mente, quindi in terzo luogo si colloca l’azione che traduce nei fatti quelli che uno ha pensato. La perfezione della vita cristiana consiste nell’assimilarsi a Cristo in modo pieno, prima nell’ambito interiore del cuore, poi in quello esteriore dell’azione”.

Un tragitto, questo, apparentemente semplice, ma che richiede un grande cuore e profonda volontà.

I tuoi viaggi, le tue trasferte da Battipaglia ad Acquaviva, avevano dentro la vita il tuo amore sconfinato per gli altri! Chilometri di azione da donare.

E’ stato un grande! E’ il ritornello che più volte in queste ore, ha ritmato le strette di mano alla gente a te più cara!

Pronto sempre a contagiare, ad invitare, a far innamorare a sorridere. Gabriele, ora che il drago è stato sconfitto, per te è tornata la calma: tutto è ripartito alla grande, per viaggiare, stavo per dire tuffarsi, ancora come sempre nell’oceano infinito dell’ amore. Sì la calma si è fatta vento, la vita si è fatta di nuovo avventura, permettendo alla sua tenerezza di scorrerti nelle vene e al vento di alzarsi all’improvviso. Senza meravigliarci più di tanto!

Gabriele: .questo sei riuscito a fare in questi settant’anni di vita! Hai seminato speranza, che ama ogni segno di vita nuova, ed è pronta a favorire i germogli di quel che è pronto per nascere.

Gìà intravedo il tuo sorriso per quanto dovrà nascere nell’amore di Andrea e Luigia! Gabriele carissimo, con quanta professionalità, abbiamo apprezzato il tuo saper fare il direttore! Quanti conti hai fatto quadrare, eppure nel bilancio della tua vita, l’unica opera suprema che rimane è il tanto bene che hai saputo fare.

Hai fatto camminare sogni, hai dato ali per volare, hai camminato a fianco della vita di tutti, ad ogni costo fino alla fine. Hai preparato tutto anche per la tua partenza da questo mondo!

Hai saputo mettere al fianco della tua Rosalba e dei tuoi figli tutte le persone a te care: dalle tue cognate Rita e Assunta e il caro Silvio, fino a rivedere i tuoi tanti nipoti a cui volevi un mondi di bene, donandoglieli come appoggi sicuri! Che grande!

Ora è tempo di scrivere tutto nel Libro della Vita.

Scrive Papa Benedetto XVI: “Realista è chi riconosce nella Parola di Dio in questa realtà apparentemente così debole, il fondamento di tutto”.

Questa Parola ha ritmato la vita di Gabriele. Questa Parola che appartiene al mistero e per questo non si può catturare, nessuno dice che è sua. Abita la storia, le storie.

Seguirla è continuare a camminare!

Una Parola che ha bisogno di essere incarnata come ha fatto Gabriele.

Gesù si è incarnato per vedere se l’uomo è davvero lontano mille miglia da Dio o se è solo ad un passo e, che il compito che abbiamo, è fare quel passo ogni giorno!

Ora la sua presenza fisica è nascosta, ma sta germogliando. Accompagnata da tanta musica. Stai già gustando i panorami, che sono ancora più belli di quelli austriaci. Il tuo sorriso è un’acqua limpida che rende ancora più amabile la vita e luminosi i progetti che ci hai affidato. Grazie Gabriele, continua a sorriderci dal cielo!

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