SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Berretto da baseball, bretelle, scarpe sportive, camicia e giacca blu: si è presentato così ieri, sabato 25 ottobre, lo scrittore Federico Moccia alla presentazione del suo nuovo libro “Amore 14”.
In un (inaspettatamente) semivuoto auditorium comunale, il narratore delle giovani generazioni, nonché regista, sceneggiatore e autore di programmi televisivi, ha discusso con le persone venute a conoscerlo: una piacevole chiacchierata sul suo nuovo romanzo, sulla sua attività di scrittore e sulla sua capacità di parlare ai più giovani utilizzando il loro stesso linguaggio.
L’appuntamento faceva parte dell’iniziativa “Incontri con l’autore”, organizzata dalla libreria “La Bibliofila” e patrocinata dal Comune di San Benedetto del Tronto.
Classe 1963, simpatico, alla mano, ironico e con uno spiccato accento romano, lo scrittore ha risposto alle domande del pubblico, parlando del suo ultimo libro, “Amore 14”, edito dalla Feltrinelli, da lui definito «un viaggio nella memoria, un libro più intimista rispetto agli altri, in cui vengono presentate tre diverse generazioni: la figlia quattordicenne, la mamma e la nonna».
Ma non solo. Sorprende l’autore di “Tre metri sopra il cielo” e si mette a parlare dell’eredità artistica lasciatagli dal padre, Giuseppe Moccia, in arte Pipolo (regista e sceneggiatore italiano negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta ndr); sorprende e parla di altri “due padri” che lo hanno segnato professionalmente, due scrittori importanti che hanno marcato gloriosamente la storia della letteratura (nella fattispecie angloamericana): Francis Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway, «due esempi diversi di scrittura – ha ammesso Moccia – alla quale cerco disperatamente di tendere».
Sorprende ancora lo scrittore romano quando parla del libro che, più di ogni altro, lo ha spinto verso la strada della scrittura, citando un capolavoro dello scrittore (anche lui americano) Jack London: il romanzo “Martin Eden”.
Un incontro piacevole, nonostante i “pochi ma buoni” venuti a scoprire un altro Moccia, quello più scrittore che idolo delle adolescenti di Italia.
La poca partecipazione, forse dovuta all’inserimento all’ultimo momento dell’autore romano all’interno del calendario di “Incontri con l’autore”, ha amareggiato gli organizzatori dell’evento, tra cui l’assessore alla Cultura Margherita Sorge, che si è scusata con lo scrittore invitandolo a tornare presto a San Benedetto.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 739 volte, 1 oggi)