SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Se non parte la campagna di semina dei piselli, per la ex Surgela si prospetta un inverno di inattività. E temiamo che uno stabilimento chiuso possa accendere gli interessi verso i macchinari che contiene». Lo scenario prospettato da Alberto Andreani (Fai Cisl) nel caso di mancata riapertura dell’azienda è quello dello smantellamento totale dell’area produttiva. Una fabbrica senza macchinari sarebbe infatti un nudo capannone e niente più.
L’incubo per le 83 famiglie di uno stabilimento che invece ha grande storia e grandi potenzialità.

Il sindacato di piazza Nardone ci va giù pesante, facendo una richiesta forte ai commissari giudiziali, al Tribunale di Ascoli e al giudice delegato Raffaele Agostini, subentrato al dottor Carlo Calvaresi, tutti alle prese con i concordati preventivi di quattro aziende del gruppo Malavolta, il quale nelle scorse settimane ha firmato un contratto di affitto della Foodinvest alla società Vinfood, rappresentata dall’imprenditore Vincenzo Ciulla.
«Chiediamo che i commissari esprimano un loro giudizio urgentemente, possibilmente entro il 30 ottobre. Rimane pochissimo tempo, i lavoratori non si possono permettere di attendere altri mesi invano, come successo con Alessandro Pignoletti». Sul manager veneto, Andreani e la Cisl hanno parole durissime: «Ha strumentalizzato i lavoratori, preso in giro e illuso 83 famiglie».
La Green Garden Food, cordata rappresentata da Pignoletti ma amministrata formalmente da Roberto Vianello, si è infatti sciolta come neve al sole al momento di presentare le garanzie finanziarie alla Malavolta Corporate per il contratto di affitto.
Carte alla mano Andreani afferma: «Pignoletti esce di scena il 27 agosto, quando i Malavolta non accettano più proroghe per la presentazione di garanzie. Da quel momento la Green Garden perde ogni possibilità di entrare in un’azienda nella quale, del resto, non era mai entrata».
Anche se per tutta l’estate il binomio Surgela-Pignoletti era stato dato come cosa fatta, con tanto di presentazione ufficiale all’auditorium comunale, alla presenza di sindaco di San Benedetto, vicepresidente della Provincia di Ascoli, presidente di Confindustria Ascoli.

Ma ora c’è poco da attendere. La partenza delle campagne agricole stagionali incombe, si rischia di perdere tempo utile. Senza considerare il deterioramento dei prodotti in magazzino e la progressiva perdita di valore dell’impianto.
«Noi non sposiamo nessun imprenditore – ribadisce Andreani – chiediamo celerità nella valutazione dell’affitto e nel giudizio dei commissari: compiuti questi passaggi, che si diano le chiavi dell’azienda al nuovo gestore, con il quale saremo poi felici di trattare come sindacato».

Lunedì mattina è prevista un’assemblea in fabbrica. Dopo di che, in base alle determinazioni che verranno assunte, non si escludono proteste eclatanti da parte dei lavoratori.

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