SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La morte del teramano Luca Ranalli nel parcheggio dell’ospedale civile e le circostanze dell’accaduto hanno avuto una grande risonanza mediatica. Mentre in città molti cittadini si interrogano sulle cause del decesso le ipotesi si rincorrono.

Intanto i riscontri dell’autopsia hanno escluso che il corpo sia stato oggetto di violenza di qualsiasi genere confermando la morte per asfissia. Il giallo sta mettendo a dura prova persino le Autorità Giudiziarie preposte alla risoluzione del drammatico enigma tanto da indurre il locale Commissariato ad attivare una sorta di silenzio stampa per i prossimi giorni in modo da avere la necessaria tranquillità per svolgere le indagini che potrebbero anche portare a sviluppi clamorosi.

Un dato di fatto è certo. Lo scontrino di una consumazione effettuata in un bar del centro dal defunto nelle prime ore pomeridiane antecedenti il suo decesso diventa un indizio fondamentale per cercare di ricostruire le ultime ore del Ranalli. Dalle testimonianze che verranno raccolte nel locale, specie se il morto vi si è trattenuto più del previsto, potrebbero dire molte cose. Intanto se era in compagnia. In caso affermativo si potrebbe risalire al sesso ed a un identikit del o degli eventuali accompagnatori. Poi anche al suo stato psichico in base a qualche comportamento o atteggiamento particolare.

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