Da Riviera Oggi in edicola numero 748

GROTTAMMARE – Grottammare ha un piano regolatore ben chiaro, per quanto riguarda il commercio: nessun centro commerciale – escluso quello già esistente, “L’Orologio” -, ma l’incentivazione, piuttosto, di piccole attività produttive. Ad aiutare le imprese lo Sportello Unico, uno strumento che permette all’imprenditore di fare un’unica richiesta al Comune, sarà poi quest’ultimo a fare tutte le richieste del caso, per semplificare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per l’attivazione o la trasformazione di attività produttive, commerciali ed imprenditoriali del territorio.

Questo ha portato, ad esempio, ad avere 11 macellerie, a 34 rivendite di frutta e verdura e a 22 supermercati (fonte pagineutili.it).

Il caso portato all’attenzione di alcuni cittadini riguarda la zona Tesino nord, nel particolare un edificio della SIPA costruzioni S.p.a. I punti di discussione sono vari, quelli più chiari al momento sono due: una variante al Piano regolatore, richiesta dalla SIPA ma secondo alcune opinioni tecnicamente non attuabile, e la fattibilità della richiesta tramite Sportello unico da parte della SIPA.

Primo punto. L’attuale piano regolatore di Grottammare riporta scelte ben precise, come quella di non prevedere spazi commerciali per grandi centri. La SIPA è proprietaria di un fabbricato dove al pian terreno sono presenti 3 locali, strutture separate, destinate al commercio, tutto a norma secondo il Piano regolatore. La SIPA ha poi richiesto – tramite una variante, e qui si tocca il secondo punto – di variare la struttura, unendo i tre locali per averne uno da circa 900 metri quadrati, andando quindi, secondo quanto sostenuto da terzi, in conflitto con il Piano regolatore, che non prevede spazi commerciali di tale pezzatura. Così è e come vedremo sarà necessaria una variazione delle norme.

Il secondo punto. La SIPA ha fatto richiesta al Comune, tramite Sportello unico, di una modifica all’edificio, ovvero quella di eliminare 2 tramezzi interni. Secondo alcuni cittadini questa procedura non è adatta, poiché la SIPA non attua vendita al dettaglio, ma è una società edile, di fatto esclusa dal Decreto in questione (n.447/98).

Chiediamo un parere qualificato e ci sentiamo dare una versione differente. Sentiamo l’ingegner Marco Marcucci, responsabile dell’area Urbanistica del Comune, ci assicura che lo sportello è accessibile a tutti i tipi di imprenditoria, tranne quelli edili – quindi un supermercato rientra nelle richieste attuabili allo sportello – e che si sta seguendo l’iter legislativo corretto: la SIPA dispone di una superficie totale di circa 900 metri quadrati, divise in tre aree. Chiede di poter togliere i due tramezzi interni per avere uno spazio unico: «Secondo le Norme tecniche di attuazione (art. 13 D3/c) “Sono Centri commerciali e supermercati le  attività commerciali al minuto, e/o loro concentrazione, con superfici di vendita superiori ai mq 400; centri commerciali, supermercati, grandi magazzini, ecc.”. Attualmente hanno tre locali da circa 330 metri quadrati l’uno, dopo avrebbero uno spazio da circa 990 metri quadrati, per questo la richiesta di modifica al piano regolatore. Non si tratta di un aumento di volumetrie, la questione di certo sarebbe stata più complessa».

Per quanto riguarda la richiesta tramite Sportello unico, anche qui Marcucci assicura che è stato seguito l’iter di legge, ovvero: arriva la richiesta da parte dell’imprenditore, questa poi viene discussa in Giunta. La Giunta in questo caso, come da D.p.r. n.447/98, ha rigettato l’istanza, perché il progetto presentato richiedeva una variante al Piano regolatore. Sempre secondo quanto concesso dalla 447/98, è stata richiesta una Conferenza dei servizi – che ricordiamo è aperta a tutti i cittadini, che possono portare anche le loro rimostranze – sono stati quindi acquisiti i pareri degli Enti predisposti: l’urbanistica della Provincia, il Genio civile della provincia e l’Asur. A questo punto è stato redatto il verbale finale, che nel caso della SIPA era favorevole, e pubblicato per 60 giorni per eventuali opposizioni. Quello che manca ora è il parere favorevole del Consiglio comunale.

«È il progetto a costituire variante – spiega l’ingegner Marcucci – e tutto è nella regola. Il cambiamento al Piano regolatore prevedrà, nel caso, l’aggiunta della lettera C “Centri commerciali e supermercati” della sezione D3, dedicata al settore terziario, proprio perché “il progetto era conforme alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro e non erano state individuate aree dal Piano regolatore destinate all’insediamento di impianti produttivi” (art. 5 D.P.R. 447/98)».

Rimane ancora da approfondire la questione parcheggio di fronte il fabbricato commerciale che a fine lavori dovrebbe essere consegnato, come da accordo in scrittura privata, dalla SIPA al Comune, secondo l’articolo 60 del regolamento edilizio (poiché il parcheggio è superiore ai 200 metri quadri). Dovrebbe perché sembra che la SIPA abbia fato una richiesta di annullamento della scrittura privata.

Insomma non solo piccole attività commerciali, a Grottammare. La grande distribuzione sta per mettere a segno un altro colpo.

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