SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con la sentenza 1302/2008 depositata il 19 settembre scorso, i giudici della prima sezione del Tribunale Amministrativo delle Marche hanno condannato il Comune di San Benedetto a pagare 84.803 euro di risarcimento danni a due società napoletane, la Ibi Idroimpianti e la Impec. Il sindaco Gaspari giovedì ha avuto un incontro con i legali del Comune dato che ora ci sarà un ricorso al Consiglio di Stato per cercare di gestire la vicenda nel miglior modo possibile.
La vicenda risale al 2000: a luglio di quell’anno, il Comune di San Benedetto emanò un bando di gara ad evidenza pubblica per la realizzazione di lavori di potenziamento del depuratore idrico in zona Sentina. La base d’asta ammontava a due milioni 540 mila euro.
Le due imprese campane, unite in associazione temporanea d’impresa, si aggiudicarono inizialmente i lavori. Ma in seguito vennero escluse dalla gara e persero l’appalto per dei contestati ritardi nella presentazione della documentazione che, come da prassi, deve essere consegnata all’ente pubblico appaltante per comprovare i propri requisiti economici finanziari e tecnici organizzativi.
Sta di fatto che la magistratura amministrativa giudicò illegittima l’esclusione, tramite una sentenza del Tar nel 2001 confermata dal Consiglio di Stato nel 2003 in seguito al ricorso in appello del Comune. E perciò le due imprese campane hanno chiesto danni pecuniari al Comune per i mancati introiti.
Il Tar ora ha riconosciuto che per l’associazione temporanea di imprese si è verificata una situazione di lucro cessante, condannando pertanto il Comune a risarcire una somma pari al 5% dell’ammontare della base d’asta dei lavori (2.540.911 euro), ribassata di una percentuale corrispondente all’offerta presentata dal raggruppamento di imprese ricorrente (11,25%). La somma è stata poi ulteriormente ridotta di una percentuale del 25% a titolo di concorso di colpa dell’Ati ricorrente, il tutto maggiorato di rivalutazione monetaria e di interessi legali.

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