CENTOBUCHI – I Carabinieri della stazione di San Benedetto si sono recati nella giornata di giovedì nell’abitazione di Fabrizio D’Intino, il fabbro 30 enne attualmente ristretto ai domiciliari nella sua residenza a Centobuchi dopo la condanna in primo grado a 14 anni per l’omicidio dello zio commesso nel febbraio del 2007 a Porto D’Ascoli.

Motivo del sopralluogo una denuncia da parte di un gestore di un bar a Monteprandone.

Nella notte tra mercoledì e giovedì il D’Intino, eludendo l’obbligo dei domiciliari, si è recato nel locale dove, dopo aver molestato la clientela, è venuto alle mani con il gestore costringendolo a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto.

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