SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Ballarin non sarà più ceduto alla Fondazione Carisap: almeno per ora. Almeno se l’ente di corso Mazzini non dovesse partecipare al bando pubblico che il Comune vuole indire per la riqualificazione dell’area Ballarin.
La notizia coglie sinceramente impreparati. Il sindaco Giovanni Gaspari interpellato da Rivieraoggi.it ha motivato così la decisione del Comune, che suona un po’ come un passo indietro rispetto a un qualcosa dato ormai per acquisito: «Si è creata una maretta francamente incomprensibile sulla vicenda Ballarin, sembra che si debba quasi giustificare il fatto che un soggetto esterno alla città, per di più privato, voglia compiere un’opera pubblica così importante. Noi da parte nostra vogliamo dare le massime garanzie e non lasciare che qualcuno possa fare dietrologie».
Gaspari aggiunge poi una previsione dal sapore tutto particolare, una previsione che dal suo punto di vista suona come un giudizio positivo sulla scelta da lui portata avanti finora: «Credo che sarà difficile trovare filantropi o istituti disposti a spendere una somma importante come quella che serve per questa operazione, mantenendo contemporaneamente la fruizione pubblica del bene».

Che succederà ora? Il 30 ottobre il Consiglio comunale sarà chiamato a votare l’atto di indirizzo per la riqualificazione del Ballarin: il Comune affermerebbe ufficialmente la volontà di abbattere il vecchio stadio e, fra dieci o quindici anni, mettere a disposizione l’area a chi ci ha investito per realizzare un’opera pubblica con certe caratteristiche.
Quali caratteristiche? Una struttura di pregio, polivalente, funzionale ad attività musicali, esposizione artistiche, convegni. Il pallino del sindaco è l’Auditorium di Roma. L’area resterebbe di proprietà del soggetto che si farebbe carico dell’ìnvestimento. A grandi linee, anche se è presto per parlare dei tratti fondamentali del bando, sembra la riproposizione dello schema di accordo che finora era dato per certo fra Comune e Fondazione Carisap.
Ma l’ente presieduto da Vincenzo Marini Marini come avrebbe reagito a questo cambio di rotta del Comune? Quello che ci risponde Giovanni Gaspari è: «Da parte della Fondazione c’è stata assoluta correttezza. Ho incontrato Marini Marini mercoledì e ho notato assoluta sintonia nel trovare una strada diversa. Se qualcun altro risponderà al bando del Comune loro non avranno difficoltà a fare il loro investimento in un’altra zona della costa».

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