OFFIDA – Riceviamo e pubblichiamo dall’assessore del Comune di Offida Valerio Lucciarini.

In un momento drammatico come quello che il mondo della scuola sta attraversando nel nostro Paese e, a cascata nel nostro territorio, il modo migliore per reagire è quello di sostenere le istituzioni (regione, provincia, comuni, sindacati) che intendono resistere ad un’azione tesa a smantellare la scuola pubblica, attivando  ogni forma di protesta possibile contro il governo nazionale. E’ inutile ed offensivo per i cittadini offidani cercare di confondere, alterare ed indirizzare argomentazioni in senso opposto a quello dettato dall’oggettiva realtà proponendo pubbliche riflessioni che mirano a strumentalizzare, per fini propagandistici/elettorali (che a nulla portano se non ad indebolire chi oggi ha potere politico “contrattuale”), situazioni e responsabilità che trovano sede soltanto nelle misure decretate da un governo che, invece, ha come unico obiettivo quello di tagliare la spesa pubblica riducendo i servizi fondamentali, partendo proprio dalla scuola.
Stando al decreto Gelmini anche la direzione dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Offida andrebbe smantellata per fare “cassa”. L’amministrazione comunale, attraverso il Sindaco D’Angelo, si è attivata sin da subito, con altri comuni del territorio e con le istituzioni sovracomunali competenti, al fine di resistere e reagire ad un’iniziativa che mette a repentaglio il mantenimento della nostra direzione scolastica. Un’azione che si ritrova nel sostegno incondizionato alla Regione Marche disposta a farsi commissariare, insieme ad altre regioni, non accettando il ridimensionamento scolastico imposto dal Governo nazionale inoltrando ricorso alla Consulta.
Ritengo, però, che qualunque sia la conclusione di questa vicenda che ci tocca da vicino, sia giusto e necessario promuovere una manifestazione pubblica in Offida, contro le misure adottate, con decreto d’urgenza, dal governo; misure che non guardano alla conformazione dei territori, alle proprie necessità; misure che non si pongono di proteggere ed ulteriormente rilanciare quel settore che più di altri garantisce il futuro di un Paese come è quello scolastico. Rispetto a tale inesorabile quadro c’è chi non trova di meglio che alterare la realtà cercando di delegittimare le istituzioni di cui si è rappresentanti e da cui si è rappresentati. Non si possono giustificare tali atteggiamenti per soli fini politici perché occorre avere la capacità di capire quando è il momento di innescare polemiche e quando, invece, è il momento che una comunità si unisca sostenendo le proprie istituzioni in modo propositivo prendendo una sola e praticabile direzione. E’ paradossale, quindi, puntare il dito sull’amministrazione comunale di Offida, vittima insieme a tutta la cittadinanza, di una normativa decretata da quel governo di cui si tesse le lodi e da cui si è politicamente rappresentati perche, appunto, ad appannaggio dello stesso partito di chi oggi si erge a giudice “fazioso” non riuscendo a capire che si corre il serio rischio di complicare il lavoro di chi sta cercando in tutte le sedi ed in tutte le maniere possibili di garantire la stabilità del percorso educativo scolastico dei nostri figli. Non è giusto giocare sulla pelle dei cittadini per soli fini propagandistici e noi ci opporremo, da qui in avanti, con la proposta e l’attività quotidiana ma anche con la protesta, a questa modalità ormai vecchia e opportunistica che non porta da nessuna parte e che ha oramai stancato i cittadini che, come unica cosa, ci chiedono di rispondere con soluzioni adeguate alle proprie esigenze. Nient’altro.
Certamente si comprende la difficoltà e l’imbarazzo di chi non può, come sarebbe giusto fare, (sempre per la solita concezione dell’appartenenza politica) criticare il “proprio” governo difendendo la linea della “propria” compagine politica e quindi cerca di mettere le mani avanti per non sbattere la faccia, ma non ci si può permettere di intraprendere queste modalità strumentali mettendo a repentaglio il futuro della nostra cittadina.
Noi questo non lo permetteremo ne oggi, né domani, né mai. 

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