ACQUAVIVA PICENA – Un altro mosaico del dramma occupazionale del Piceno, un’altra protesta di operai il cui reddito dipende da un’azienda a grande scala e forte innovazione, che preferisce smettere di innovare o innovare da qualche altra parte.
Dallo scorso 19 settembre la Roland Europe di Acquaviva Picena ha aperto una procedura di mobilità per 50 dipendenti, in gran parte operai. Tradotto in soldoni: 50 persone che rischiano di restare senza lavoro.
Cinquanta tagli su 210 unità del personale nella filiale della azienda famosa nel mondo per le sue tastiere elettroniche: e mercoledì una larga parte di operai si è astenuta dal lavoro per un’ora, facendo un corteo di fronte alla sede picena della multinazionale nipponica.
Le segreterie provinciali Fim/Cisl, Fiom/Cgil e Uilm/Uil chiedono all’azienda di adottare misure alternative ai licenziamenti: contratti di solidarietà, l’utilizzo del part-time, piani di accompagnamento alla pensione. Afferma Luciano Biancucci della Cgil: «Chiediamo alla Roland di scegliere la via della cassa integrazione straordinaria per un anno, in modo che per questi dipendenti non venga rescisso il rapporto lavorativo. In aggiunta, si potrebbe adottare la mobilità volontaria per chi ne facesse richiesta. L’emergenza nel Piceno è totale, basta guardare i dati sul raddoppio dei cassintegrati nell’ultimo anno. Le istituzioni intervengano».
Da parte di operai e sindacati, poi, viene notato come il nuovo piano industriale presentato pochi giorni fa per i prossimi due anni non sarebbe realizzabile senza il contributo di tutte le forze aziendali, quindi anche delle cinquanta persone in esubero.
«Perciò non riteniamo accettabili i licenziamenti, chiediamo che queste persone rimangano in azienda almeno altri due anni».
Venerdì della vertenza Roland sarà interessato anche l’assessore regionale con delega al Piceno Sandro Donati, presso il Comune di Acquaviva, tra l’altro paese natale del politico del Pd.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.304 volte, 1 oggi)