ANCONA – Il ridimensionamento scolastico del 2009 imposto dal Governo nazionale non viene accettato dalla Regione Marche che ricorre alla Consulta ed è disposta a farsi commissariare, pur di non applicare la norma. La decisione è stata assunta lunedì 20 ottobre dalla Giunta regionale, su proposta del presidente Gian Mario Spacca e dell’assessore all’Istruzione, Ugo Ascoli.

Le Marche ricorreranno alla Corte costituzionale contro l’articolo 3 del decreto legge 154 del 7 ottobre 2008. La norma prevede che le Regioni predispongano i piani di ridimensionamento entro il 30 novembre, quelle inadempienti verranno commissariate. Molti Comuni rischiano di chiudere le piccole scuole con meno di 50 allievi, altre istituzioni scolastiche di perdere la loro autonomia per essere accorpate a scuole con più alunni.

Il presidente Spacca ritiene «inaccettabili i tagli che penalizzano pesantemente uno dei diritti fondamentali dei cittadini, quello all’educazione. È anche un vero colpo di mano contro l’autonomia regionale, cui la Costituzione affida l’organizzazione scolastica. Un provvedimento arrogante, assunto, proprio mentre si avvia il federalismo fiscale. Quella del governo nazionale – conclude il governatore – è una scelta illegittima e illogica. Noi, comunque, non daremo corso alle disposizioni, anche se il governo arriva a minacciare il commissariamento».

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