Nel 1965 la “Contestazione” è ancora in embrione e i carri armati sovietici non hanno ancora invaso le strade di Praga. Il 22 agosto San Benedetto è terra di salvezza e di “libertà” per una famiglia di quattro esuli cecoslovacchi, miracolosamente salvi dopo una traversata in gommone dalle coste jugoslave. Mancano poco meno di trent’anni all’inizio di quelle nuove, e spesso meno fortunate, traversate che conosciamo.

Il 20 maggio 1972 il “St. Petersburg Times”, piccolo giornale della Florida, ci informa che l’incontro di Coppa Davis Italia-Olanda a San Benedetto è stato rimandato a causa del maltempo.

A Washington continuano le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam e i negoziati SALT per il disarmo atomico. “Ieri”, una bomba del gruppo radicale di sinistra Weatherman ha distrutto un locale di servizio del Pentagono e danneggiato il sistema informatico dell’Aviazione. Una rappresaglia per il bombardamento americano su Hanoi.

Il 1972 per la densità di eventi è un anno importante. L’anno si apre col “Bloody Sunday”, il 30 gennaio, e si chiude altrettanto tragicamente il 5 settembre col massacro di Monaco. Sul fronte internazionale Kissinger realizza il suo capolavoro politico, prima che Nixon inciampi nel Watergate (18 giugno), con l’apertura alla Cina.

Il 1972 che dovrebbe essere anche uno di quegli anni di “riflusso del Movimento”, in realtà prepara quel “salto di qualità” verso la lotta armata. Mentre a marzo (XIII Congresso del PCI di Milano) comincia l’era Berlinguer, comincia anche una nuova fase di escalation della violenza politica con l’assassinio del commissario Calabresi (17 maggio) e la strage fascista di Peteano, in cui muoiono 3 carabinieri.

I frutti di un quadro politico bloccato sono un conformismo dell’ “impegno” e una violenza politica tra gli “opposti estremismi”. Gli episodi di violenza cosiddetta politica sono quotidiani e a volte tragicomici per la loro stupidità, quando non sfiorano o finiscono in vere e proprie tragedie.

San Benedetto è in quegli anni una piccola capitale dell’estremismo rosso e si contrappone idealmente ad Ascoli, centrale nera (di smistamento di armi ed esplosivo), e non più solo per questioni di campanile.

Meno di due anni prima la sommossa del “Rodi”. Rivolta di popolo e politica, trasversale. Il boom della pesca oceanica, che sta toccando il suo massimo, si è retto – tra innovazione e carenze – sul fattore umano, sul sacrificio silenzioso. “Come ci si può attendere che queste schiene curve e mani doloranti abbiano una continuazione in quelle dei loro figli? Nessuno si preoccupa di come il pescatore vive e muore” (Pier Cesare Gobbi).

Il 22 febbraio del ’66 il “Washington Post” dedica un articolo anche alla tragedia del “Pinguino”.

Torniamo dal macro al micro. E il match? Il 21, finalmente, Pietrangeli, Panatta e Bertolucci batteranno l’Olanda per 4 a 1. A loro volta battuti, poi, dalla Romania che sconfiggerà anche l’URSS nella finale. La Coppa Davis la vinceremo – prima e unica volta – nel (politicamente) contestatissimo incontro di Santiago del Cile del 1976.

Altri tempi per San Benedetto: viene da pensare, assai meno provinciale e periferica di oggi. Ma quale ricordo conservare?

clicca sul tag “la cartolina illustrata” per leggere le altre puntate della rubrica di rivieraoggi.it

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 939 volte, 1 oggi)