SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gianni Tormenti arriva in sala stampa ancora con il sale grosso dentro le tasche. Superstizione: non è vero ma ci credo? «Molta gente gode nel veder perdere la Samb, è l’amara verità. Ma ci sono anche molti che la amano e stanno male quando perde. Credo anzi che tutta la città, tranne qualche elemento, ami incondizionatamente questa maglia».
Dopo la vittoria con il molto quotato Padova, il presidente della Samb mostra una tranquillità d’animo finora inedita, in questa stagione e in questo periodo: «La vittoria con una squadra costruita per ammazzare il campionato dimostra che ce la possiamo giocare con tutti. Ora voliamo bassi, ci attende una trasferta difficile».
Quello che è piaciuto di questa partita è che la Samb finalmente ha mostrato competitività al Riviera. Ma quale è stata la molla di questa transizione? Davvero è utopia non assistere a un inizio di campionato desolante, com’è stato purtroppo consueto in questi ultimi tre anni?
«Finora è andata così per colpa un po’ di tutti, dal sottoscritto – afferma Tormenti – al custode del campo. Non siamo riusciti a isolarci dall’ambiente ostile e a pensare solo al calcio giocato. Ora in campo si nota che c’è meno stress addosso. La preparazione atletica? Quest’anno abbiamo fatto un lavoro differenziato. C’è però molta sfortuna. Cigan aveva le placche e non doveva giocare, abbiamo i due terzini sinistri out (Ficano e Padula, ndr)».
Tormenti, come Piccioni, loda un gruppo di cemento nel quale volano bene anche i singoli. E cogliamo una nota di lode per un Nikola Olivieri che finalmente fa l’Olivieri. Ma non si monti la testa, il giovane e talentuoso martinsicurese: «Deve proseguire così, per il bene suo e della squadra. Deve lavorare come ha fatto finora e non mollare».

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