SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uno stadio blindato. Senza motivo. Dispiace dirlo, e, dato che in passato ci siamo espressi con parole crude contro la violenza negli stadi, e tutto il suo corollario ideologico, dobbiamo anche manifestare la nostra contrarietà per una decisione assurda, presa in virtù di un qualche non meglio chiara esigenza di ordine pubblico.

I botteghini dello stadio Riviera delle Palme sono chiusi nel momento in cui, naturalmente, i tifosi non abbonati preferiscono acquistarli. Non il sabato, o alle 10 di mattina – potrebbe piovere qualche ora dopo, e non tutti sono disposti a spendere 10 o 15 euro per bagnarsi… – ma nei minuti immediatamente precedenti all’incontro. Abbiamo visto tanti tifosi, venuti al Riviera per comprare i biglietti – non tutti sono tenuti, per legge, ad informarsi; non tutti, poi, possono dedicare la domenica mattina per comprare i tagliandi – e costretti a tornare nelle loro case, perché i botteghini sono chiusi…

E per chi entra, prima di podersi sedere al proprio posto, ecco il controllo congiunto di biglietto e documento di identità. Non una, ma ben quattro volte.

Ci dispiace, ma noi vediamo lo stadio come un luogo di gioia. Così, a nostro parere, si fa il gioco dei violenti, militarizzando uno sport. Che tristezza.

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