SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ex edificio del Consorzio Agrario, sito al numero 3 di via Esino, a ridosso della stazione ferroviaria di Porto D’Ascoli, è senza dubbio tra i più fatiscenti nel computo degli agglomerati dismessi e fuori uso della città. Anche se, visto dal di fuori, le mura appaiono ancora solide e in buono stato mano a mano che ci si avvicina l’abbandono e l’incuria della facciata d’ingresso e del terreno circostante si rivelano in tutta la loro ampiezza.

A questo si deve aggiungere che l’intero tetto è ricoperto d’amianto, anche se in buono stato, mentre lo stesso non si può certo dire per quello che fa da tettoia  alla porta principale che appare vecchio, bagnato, strappato ed a pezzi. Dalla carta urbanistica dell’attuale Prg  l’area comprendente il complesso cementizio con annesso terreno è classificata come D2, a destinazione di uso artigianale. Un vero e proprio “rimasuglio” anacronistico come altri (via Toti, ex fabbrica Acciarri) nel bel mezzo di una città che nel frattempo è cresciuta loro attorno.

Il lotto è stato acquistato anni fa dalla “Beani Costruzioni srl” di Comunanza. Tra le varie ipotesi di realizzo la costruzione di un centro commerciale o alloggi per studenti universitari. All’Ufficio di Piano l’architetto Luigina Zazio non ha dubbi: «E’ un complesso ideale per l’attuazione del Progetto Casa – precisa – i requisiti di immobile fatiscente, abbandonato, senza utenze da almeno un anno, passibile di riqualificazione particolareggiata sembrano esserci tutti. Ora spetta alla proprietà decidere se partecipare al bando presentando il relativo progetto».

Trattandosi di “Progetto Casa” il 15% degli eventuali alloggi dovrebbe essere ceduto al Comune oppure il doppio, ovvero il 30% della superficie utile lorda che si realizza, dato in affitto convenzionato per un periodo di 25 anni. «In genere – aggiunge la Zazio – i privati preferiscono cedere anche perché, secondo una nuova normativa, gli alloggi ceduti al comune non producono standard da rispettare in quanto considerati come aggiuntivi».

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