SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 16 ottobre si è svolta ad Ascoli l’adunanza dei creditori per l’omologa del concordato preventivo per lo stabilimento Foodinvest del gruppo Malavolta.
Il giudice Calvaresi non si è espresso sulla ratifica della proposta di rientro dei crediti avanzata dalla Malavolta Corporate. Sul versante delle possibilità di affitto dello stabilimento agroindustriale nessuna nuova.
Svanita la possibilità di entrata in gioco della Green Garden di Alessandro Pignoletti, non sembrano esserci novità di rilievo neanche riguardo alla proposta avanzata dall’imprenditore siciliano Vincenzo Ciulla.
Afferma il rappresentante Cgil dei lavoratori Gabriele Napoletani: «I giudici si riuniranno in camera di consiglio per esprimersi. Sembra che sia complessa anche la questione dei debiti infragruppo all’interno della Malavolta Corporate».
Se il concordato per la Foodinvest non dovesse essere ratificato, si aprirebbe la strada del fallimento della storica azienda di via Verbania. In quel caso sembra ci sia la possibilità di poter stipulare i contratti di semina e di fornitura necessari per far ripartire la produzione della stabilimento, ferma da mesi.
Gli operai in cassa integrazione da maggio chiedono di tornare a lavorare, ma per il momento la situazione resta bloccata, generando frustrazione e pessimismo.
Ancora Napoletani: «L’umore fra noi dipendenti Foodinvest è nero. Se non si concretizza qualcosa per fine ottobre, la Nestlè provvederà al suo fabbisogno di surgelati vegetali tramite altri fornitori. In queste condizioni la Foodinvest non può fare programmi di semina e di raccolta dei prodotti agricoli. Dispiace perché ora in queste condizioni possiamo fare ben poco. Abbiamo atteso Pignoletti con fiducia, ma alla fine non si è concretizzato nulla».

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