SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le metamorfosi hanno bisogno di tempo per non restare nel limbo dei sogni: per cui la vittoria (con goleada) di Portogruaro dovrà trovare immediata conferma contro il forte Padova, domenica prossima al Riviera. E non sarà facile, se si considera che i rossoblu saranno ancora privi dei due centrocampisti sulla carta titolari, Ferrini e Visone.

San Benedetto è una piazza dalla passione viscerale, nel bene e nel male. I tre punti raccolti in Veneto hanno finalmente placato la corrida che impazzava attorno alla squadra e alla società, restituendo un po’ di tranquillità. Ma è ovvio che non sono sufficienti: la Samb è sempre ultima e se il calcio vive di obiettivi, quello di Piccioni dovrà essere quello di portare fuori la squadra dalla zona play-out prima di Natale. Qualsiasi altro risultato sarebbe sintomo di un fallimento gestionale.

Avevamo scritto, in tempi non sospetti, che la Samb ha le potenzialità di una formazione di mezza classifica. E che molto dipendeva dal centravanti Pippi, l’unico attaccante puro e di categoria a disposizione. Se segna 20, 10 o 7 gol in un campionato, insomma, le cose cambiano.

Avevamo scritto, anche, che sarebbe bastato poco (magari un Cristiano a centrocampo, magari un centravanti di spessore in grado di giocare al posto di Pippi, o con lui, o subentrare) per far compiere alla Samb quel salto di qualità che tutti auspicavano. Senza spese folli.

Avevamo scritto, soprattutto, che l’avvio del campionato, così avaro di soddisfazioni in avvio, era preventivabile. Nelle prime due gare (due sconfitte per 2-0, poi ne sono arrivate altre due per 1-0), la Samb ha giocato senza cinque o sei titolari. Gli acquisti dei giocatori stranieri (Cigan, Pisano, Tussi) sono stati colpevolmente ritardati. E soprattutto la preparazione al campionato non è stata adeguata. Non si sono disputate amichevoli con formazioni di pari categoria, o superiori. Per varie cause, non si è mai giocato di fronte al proprio pubblico. In alcune partite di Coppa Italia, concluse con disfatte clamorose, quasi la metà della squadra era composta da giovani che venivano dalla Berretti. Cosa ci si aspettava, contro il Novara, alla prima di campionato? Quei risultati sono frutto di errori di previsione. Errori compiuti negli ultimi tre campionati, e che purtroppo compromettono il resto del torneo.
Adesso, siamo convinti, la Samb si è sbloccata e inizierà a macinare gioco e anche risultati. Ma visto l’inizio, l’obiettivo non può essere che la salvezza. Un obiettivo minore rispetto ai programmi della vigilia (checché ne dica Marcello Tormenti) e alle ambizioni della tifoseria.

Molti tifosi ci additano di essere troppo morbidi con la gestione Tormenti. Noi cerchiamo di dire la verità, evitando l’autodistruzione insita nell’eccessiva passionalità, che ad ogni difficoltà vorrebbe fare piazza pulita di tutto ciò che è nella Samb Calcio, infischiandosene, però, di quel che segue. I due fallimenti forse non sono serviti e una società locale, per quanto fallibile (e gli errori sono tanti, sia di gestione che di comunicazione) avrà sempre un rapporto più diretto con la città rispetto allo straniero (avventuriero) di turno.

Sempre che (e qui ci rivolgiamo proprio ai Tormenti) certe critiche vengano lette come uno stimolo a migliorare e non come ad una intollerabile intromissione in una gestione aziendalistica privata.

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