SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La chiamaremo Riviera del silicio? Sta di fatto che il progetto di un importante centro ricerche da realizzare nella nostra città ha incassato un primo semaforo verde da parte della giunta comunale.
Si tratta di una richiesta presentata dalla Gem Elettronica, ditta con sede nella zona portuale che si occupa di sistemi radar e che intende realizzare un centro di sviluppo e produzione di carbonio-silicio (“silicon carbide”) applicato all’elettronica ad alta frequenza e a un nuovo modello di celle solari ad alto rendimento.
Le celle solari sono impianti che convertono la luce in elettricità sfruttando l’effetto fotoelettrico che si sviluppa fra semiconduttori, come appunto il silicio.
Il progetto riguarda uno spazio di proprietà della Gem che si trova in zona Santa Lucia, dove si trova un pianoro che negli anni ’80 ospitò un impianto di ricerca del metano fatto dall’Eni.
Dato che la zona ha destinazione agricola, occorrerà una variante urbanistica sulla quale si pronuncerà il Consiglio comunale.
Il centro ricerche, secondo il progetto della Gem, prevede cinque laboratori per la produzione fotonica radar, laser e microonde. Secondo l’impresa, non presenterà impianti raffreddati ad acqua, emissioni gassose o sonore, non produrrà scarti nocivi. La localizzazione dell’impianto è stata dettata anche dalla necessità di un sito che sia lontano dall’inquinamento atmosferico, acustico, luminoso notturno.

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