SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ogni Partito ha le sue gatte da pelare: se a sinistra la tensione tra l’attuale presidente Rossi e il Pd è da tempo affiorata, anche nel Pdl non si scherza. L’obiettivo degli strali lanciati prima da Cava e poi anche da Vincenzo Amato, è indubbiamente Pasqualino Piunti, in questo momento consigliere provinciale. Scrive Amato, in qualità di presidente del Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale: «Per le prossime elezioni Provinciali occorre segnare un forte cambiamento della politica territoriale proponendo facce nuove che possano garantire affidabilità politica, capacità gestionali nonché onestà morale». E poi affonda, senza nominarlo, ma facendo quasi un identikit dell’ex vice sindaco di San Benedetto: «Non possiamo affidarci a chi non è stato in grado di gestire una amministrazione Comunale e per uno come me che ha vissuto i momenti duri della politica della piazza e degli scontri non è pensabile accettare la politica delle porte chiuse e degli incarichi decisi a tavolino ad 8 mesi dalle elezioni. Decisamente comportamenti di bassa lega».
Amato promette dunque di «creare un Comitato cittadino che favorisca la scelta di una persona con le caratteristiche di massima affidabilità indicandola alla presidenza provinciale. Verranno quindi organizzati dei tavoli di discussione aperti a tutta la società senza preclusioni di alcun genere fondando il confronto sulle necessità di un territorio sempre di più sotto la morsa della disoccupazione. Chiederemo l’attuazione di una politica di alto livello che riporti serenità alle famiglie in seria difficoltà attraverso un rilancio delle attività territoriali, per ottenere questo servono uomini di spessore e non di sfilata mediatica, camerieri di questo e di quello».
Pasqualino Piunti, sembra quindi silurato all’interno del suo stesso cittadino. Quantdo alle parole di Amato, non possono che essere apprezzate per quanto riguarda la necessità di aprirsi a criteri di scelta più trasparenti possibili.
Una sola nota critica: nel comunicato stampa Amato si firma quale presidente del Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale. Un partito che a livello nazionale si è fuso con Forza Italia ma che localmente ha intatte le sue sezioni e il suo statuto, differente dal partito di Berlusconi. A quasi un anno di distanza dal famoso “discorso del predellino” di Piazza San Babila, crediamo che il ritardo della nascita del Pdl a livello comunale e anche provinciale debba essere colmato al più presto. E sarà in quell’ambito che le parole di Amato dovranno pesare davvero. Con buona pace, forse, anche di Piunti.

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