Abbiamo pubblicato l’articolo che segue sul numero 746 di Riviera Oggi, con il titolo “Gaspari e Tormenti, tornate a parlare”. Cosa che è poi avvenuta sabato scorso. Una distensione di buon auspicio (e infatti la Samb è tornata a vincere). Il tema del nostro commento, ad ogni modo, resta attuale.
SAN BENEDETTO – Qualcuno dice che è tutta colpa dello stadio Riviera delle Palme: qui la Samb gioca dal 1986, e nel 1989 è retrocessa in Serie C. Da allora, la serie cadetta è stata soltanto un ricordo tramandato prima da padre in figlio, adesso, in qualche caso, da nonno a nipote.
Ci si lamenta per l’eccessivo spazio che divide gli spalti dal rettangolo di gioco, a confronto con la vicinanza dei tifosi con i calciatori (e la terna arbitrale…) al Ballarin. Ma negli ultimi anni lo stadio Riviera delle Palme è diventato una “croce” anche per i progetti di ampliamento edilizio sottoposti all’attenzione dell’amministrazione comunale.
Nel 2003 fu Gaucci a provare il “colpo gobbo”, portando all’attenzione del sindaco Martinelli una bozzetta di progetto che ricalcava per grandi linee quello presentato dallo stesso Gaucci a Perugia. Martinelli non lo accettò, Big Luciano andò su tutte le furie e da allora la luna di miele tra San Benedetto e Gaucci iniziò la sua rapida discesa.
Nuovo giro, nuovi protagonisti: durante la scorsa stagione i Tormenti presentarono un analogo progetto per il Riviera delle Palme (si pensa di realizzare, attorno allo stadio, hotel, palestre, beauty farm, abitazioni): lo fecero in una Commissione comunale, ma poi incassarono un rifiuto (inelegante, per la forma) durante una trasmissione televisiva, al Teatro San Filippo. Da quel momento, i Tormenti hanno provato a cedere la Samb, senza successo, fino ad arrivare all’attuale situazione di classifica e societaria.
La situazione è quella che è: fare calcio costa, farlo bene costa ancora di più. Nessuno può pretendere, comunque, che acquistare o gestire la Samb dia la possibilità e la legittimità a sedersi al tavolo dei “re del mattone” della città. Attorno al Riviera delle Palme, lo ricordiamo, vi è l’unica area con qualche indice di edificabilità appetibile, la Zona Brancadoro.
Tuttavia gli stessi cittadini, e quindi anche gli amministratori, dovrebbero ragionare diversamente sulla questione stadio: a chi giova avere una struttura che vale milioni e milioni di euro, per sole 17 domeniche l’anno, escluse poche gare delle giovanili?
Vogliamo che diventi un luogo dove poter fare anche musica? Dove poter, perché no, costruire un albergo, pensare ad un centro servizi? E vincolare gli introiti della vendita (e gestione) all’investimento nella Samb Calcio?
Perché l’assessore allo Sport Fanini e il sindaco Gaspari non prendono la situazione di mano, e loro stessi determinano regole e paletti di un possibile intervento, alla luce del sole, invece che aspettare, di volta in volta, proposte che verranno poi ovviamente giudicate irricevibili?

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