PORTOGRUARO – In tribuna c’è l’ospite che non ti aspetti. Oltre Alessandro Calori, attuale osservatore per l’Udinese e sfortunato allenatore della Samb due stagioni or sono, vediamo anche Giorgio Rumignani, arcigno giocatore rossoblu negli anni ’60 (sua fu la rete della bandiera in Samb-Juve 1-4 di Coppa Italia, al cospetto di Sivori e Charles), e altrettanto risoluto allenatore dei rossoblu in uno dei momenti più difficili della sua storia, coincisi con la presidenza Venturato, quando la Samb ripartì dalla C2: ma vinse quel campionato, conquistando, l’anno successivo, anche la Coppa Italia di C. E tra i giovani talenti di quel gruppo, c’era anche un certo Palladini, ancora oggi in campo.«Una partita completamente diversa nei due tempi – dice Rumignani – Nel primo tenmpo la Samb è stata in grossa difficoltà soprattutto sulle fasce. Nella ripresa ha dominato. La svolta della gara è stata l’espulsione di Cuffa: non si può rimanere in dieci ad ottobre poiché questo costringe i compagni ad un lavoro maggiore per cui la stanchezza accumulata avrà conseguenze anche nelle prossime partite. Grande la Samb soprattuto in attacco».Mortelliti, attaccante del Portogruaro, si scusa con i propri tifosi: «Putroppo non ce ne va bene una, l’anno scorso segnavo spesso, adesso non riesco ad inquadrare la porta. Mi dispiace soprattutto per il pubblico che, nonostante la sconfitta, ci ha applaudito. Dobbiamo tutti recitare il mea culpa e superare l’amarezza per questa meritata sconfitta».

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