MARTINSICURO – Un articolo sulla prostituzione lungo la costa abruzzese, dall’estremo sud passando per Chieti e Pescara fino ad arrivare alla zona nord con Martinsicuro come ultima località al confine con le Marche. Un reportage dal titolo “Bella d’Inverno” pubblicato sul magazine del Corriere “Io Donna” del 4 ottobre scorso a firma di Emanuela Zuccalà, che raccoglie testimonianze di prostitute e trans che lavorano sia in strada che nel chiuso degli appartamenti: tra le numerose esperienze di vita raccontate, ce n’è però una che ha portato scompiglio a Martinsicuro: la giornalista infatti riprende la testimonianza di Alina, una romena che dice di lavorare in un monolocale di Villa Rosa la quale afferma che «il 90% degli abitanti di Villa Rosa sono prostitute». La Zuccalà scrive per inciso che sicuramente l’espressione è esagerata, ma non manca di rimarcare come “il paese sia davvero spettrale, con la vita che si agita tutta loscamente al chiuso”.

Affermazioni decisamente forti e offensive del buon nome non solo di Villa Rosa, ma di tutta Martinsicuro, che nell’articolo esce, agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, con un’immagine assolutamente distorta e lontana dalla realtà e che subisce sicuramente un danno in termini di pubblicità negativa a livello turistico.

Per questo il sindaco Abramo Di Salvatore ha deciso di procedere per vie legali per riconsegnare la verità agli onori della cronaca: «Ho già dato mandato ad un legale – ha spiegato il primo cittadino – di scrivere al Corriere della Sera chiedendo una smentita, e stiamo valutando anche l’ipotesi di sporgere denuncia nei confronti del magazine». Entro i prossimi giorni quindi si saprà se e in quali termini il Comune procederà per vie legali nei confronti della testata giornalistica. «Ho il dovere di sottolineare come Villa Rosa sia una delle spiagge più belle della costa abruzzese e vorrei proprio chiedere alla giornalista a quale statistica la sua interlocutrice si è attenuta per fare un’affermazione del genere. Il contenuto di certi interventi sulla stampa – ha concluso il primo cittadino – dovrebbero essere approfonditi da analisi oggettive e riconducibili a persone ben individuabili, e non nascoste dietro anonimi informatori o nomi di fantasia».

Il primo cittadino poi conclude rimarcando il fatto che il fenomeno della prostituzione riguarda numerose località della costa, tra cui ma non solo Martinsicuro, ormai troppo spesso additata a torto come unica città del teramano in cui questa attività poco dignitosa sembra concentrata.

E se nell’articolo si parla anche degli effetti che la proposta di legge della Carfagna hanno generato sulla prostituzione su strada, contribuendo a ridurla, per quanto riguarda quella negli appartamenti contribuisce a generare ancora confusione l’espressione di Marco Bufo, dell’associazione “On the Road” di Martinsicuro, il quale afferma che «oggi, in quest’area, metà delle prostitute lavora in casa», ma non viene specificato se la constatazione si riferisce solo a Martinsicuro o all’intero territorio della Val Vibrata.

Sull’intera vicenda, ad ogni modo, il sindaco Di Salvatore è fermamente intenzionato ad intervenire nei confronti del magazine per difendere il buon nome e l’onestà di tutti quei cittadini sia di Martinsicuro che soprattutto di Villa Rosa che si sono visti davanti a tutta Italia infangare gratuitamente la reputazione.

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