dal settimanale Riviera Oggi numero 746
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Perché l’allora ministro degli Esteri Massimo D’Alema inviò un telegramma di condoglianze al sindaco di San Benedetto, per l’affondamento del motopesca sambenedettese Rita Evelin, avvenuto il 27 ottobre 2007, e non fece altrettanto, invece, per gli analoghi affondamenti di pescherecci in Adriatico, come il Vito Padre, al largo di San Benedetto, il 30 maggio dello stesso anno, o il Maria Cristina di Silvi Marina, il successivo 17 dicembre? Se lo è chiesto anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, il fanese Michele Altomeni, che citava questo fatto nella sua interrogazione riferita alle bombe Nato nell’Adriatico e al “caso” Rita Evelin.
Questa è una delle piccole “stranezze” che, a distanza di due anni, circondano ancora l’imbarcazione che, da allora, riposa sul fondo del mare Adriatico. Portandosi con sè tre marinai. D’Alema era al tempo vicepresidente del Consiglio nel governo Prodi, oltre che ministro degli Esteri. La sensibilità mostrata sulla vicenda del Rita Evelin gli fa onore, ma desta anche qualche curiosità. Noi di Riviera Oggi continueremo ad indagare sulla vicenda, sperando che la verità non resti in fondo al mare.

IL TESTO DEL TELEGRAMMA DI D’ALEMA, 27 OTTOBRE 2006

Gentile sindaco, seguiamo costantemente, attraverso la Prefettura e la Capitaneria di Porto, gli sviluppi della situazione relativa all’affondamento del motopeschereccio “Rita Evelin” e dalle operazioni di ricerca dei dispersi. In questo difficile momento per la cittadinanza e per la storica marineria di San Benedetto, la prego di manifestare all’armatore, ai familiari dei dispersi ed ai cittadini tutti, la vicinanza e il sostegno del Governo italiano.
Vice presidente del Consiglio
Massimo D’Alema

Mittente: Segreteria Particolare Vice Presidente del Consiglio On. Massimo D’Alema

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