SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tempo di Gran Pavese Rossoblu. L’ambito riconoscimento verrà consegnato lunedì 13 ottobre alle 11 in Comune, nell’ambito delle celebrazioni per la festa di San Benedetto Martire.

Otto premi, di cui uno alla memoria, scelti su proposta del sindaco Giovanni Gaspari e la collaborazione degli ex sindaci della città, di due capigruppo in Consiglio comunale e del Circolo dei Sambenedettesi.

Il premio alla memoria va ad Andrea Pazienza, sambenedettese di nascita e di sangue (materno). Motivazione: “I suoi disegni sono una festa per la mente e per gli occhi, un condensato di intelligenza e abilità creativa. L’abbraccio della città ad un artista che ha saputo dare forma ai sogni e alla fantasia, mantenendo un contatto critico, attento e lucido con la società, di cui è stato osservatore tra i più originali. Il rimpianto per la sua scomparsa è malinconicamente bilanciato dalla sua opera, immune alle ingiurie del tempo”.

Poi troviamo la docente Anna Lunerti (“Donna di grande sensibilità culturale e docente molto stimata, si è dedicata con profonda passione alla conservazione e divulgazione del dialetto nella scuola, sulle scene teatrali e in occasione di publiche letture, trasmettendo anche alle nuove generazioni i valori formativi delle tradizioni locali”), inteprete della sambenedettesità più verace anche con la compagnia Ribalta Picena.

Gabriele Cavezzi: grande narratore, impegnato storico locale, “ha contribuito alla crescita socio-culturale della città applicandosi con instancabile lavoro allo studio delle memorie cittadine, cui ha dedicato opere che rappresentano un patrimonio prezioso. Ha inoltre promosso la diffusione dell’atletica, risultando così un doppio punto di riferimento per i giovani”.

Paolo Beni: “Fiorentino di nascita ma sambenedettese d’elezione, ha dato lustro al nostro calcio totalizzando il maggior numero di presenze in campionato con la maglia rossoblu”. Gaspari lo ha paragonato a Giacinto Facchetti per la sua storica correttezza in campo, aggiungendo un richiamo non velato all’attuale terzino della Samb Padula: «Beni è uno che non si sarebbe mai tolto la maglia calpestandola dopo un’espulsione».
Lea Emili: “Ha praticato dall’età di undici anni un silenzioso e prezioso lavoro quotidiano di artista del ricamo. Ha poi trasmesso e divulgato i segreti di quest’arte, ed un messaggio di amore autentico, a generazioni di donne presso il laboratorio avviato da suor Maddalena”. Per Gaspari si tratta anche di un premio alla memoria dell’Asilo Merlini.

Orlando Marconi: “La sua lunga e operosa vita coincide con una parte non secondaria dello sviluppo economico della città, quella dell’industria del freddo. Straordinario ideatore di imprese economiche non soltanto in tempi lontani, ma ancora di recente, ha creato migliaia di posti di lavoro e onorato la città in Italia e all’estero”.

Federico Pignati: “Per una vita spesa nella lavorazione e nel commercio della canapa, e nella pesca, come lavoratore e poi imprenditore, tra San Benedetto e il Perù, dove acquistò grande prestigio e ricoprì anche l’incarico di sindaco. La città è riconoscente ad un uomo affabile e colto, disponibile con gli altri e lucido, ancora oggi residente nel cuore antico dell’area un tempo occupata dai funai di grosso”.

Vincenzo Ricci: “Ultimo di sette figli in una famiglia sambenedettese di profonde tradizioni marinare, appartiene alla dinastia dei Rapepè, ed ha dedicato un’intera epica vita al mare, come pescatore, armatore e commerciante. Ha inoltre conosciuto la dura esperienza della guerra imbarcato sul sommergibile Benedetto Brin, indi la prigionia nei campi di concentramento tedeschi fino al 1945. Oggi è uno dei maggiori testimoni della storia della nostra marineria”.

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