ASCOLI PICENO – Il fuoco di fila del Partito Democratico verso il presidente della provincia Massimo Rossi (Rifondazione Comunista) ha avuto tra i protagonisti (seppur velati) anche il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, che aveva criticato l’operato della provincia in quanto «ostruzionista sulle pratiche urbanistiche» durante l’incontro tra i Comuni e la giunta provinciale di lunedì scorso.
Rossi, assieme all’assessore provinciale all’Urbanistica Antonio Canzian, risponde per le spicce: «E’ assolutamente incredibile e fuorviante addossare alla Provincia la responsabilità dei ritardi negli interventi pubblici e privati sul territorio derivanti eventualmente da carenze pianificatorie altrui e da norme nazionali e comunitarie. La Provincia, oltre ad essere tenuta a far rispettare tali norme, ha assolto al ruolo di coordinamento delle scelte urbanistiche dei Comuni allo scopo di evitare incoerenze ed incongruenze derivanti da logiche estremamente localistiche. In sostanza, il territorio, al di là dei confini amministrativi, è uno soltanto e va pianificato su scala più ampia di quella municipale».
Il ruolo della provincia negli ultimi anni, scrivono Rossi e Canzian, è stato di «coordinare gli amministratori al fine di ottenere una condivisione dei progetti, come ad esempio per la variante al Piano Territoriale di Coordinamento o per l’accordo di programma relativo al nuovo svincolo di Monteprandone».
Pur senza nominarlo, Canzian e Rossi fanno riferimento a Gaspari quando scrivono: «Non sappiamo a cosa ci si riferisca quando si parla di “ostruzionismo sulle tematiche urbanistiche”, visto che nel 2008 abbiamo esaminato con esito favorevole, relativamente al comune di San Benedetto, tutte le pratiche pervenute e in un tempo medio di 71 giorni (tutto è agli atti)».
«Riguardo alla Vas (Valutazione Ambientale Strategica) – continuano i due amministratori – va detto che, trattandosi di una nuova procedura di derivazione europea, recepita con molto ritardo e sotto minaccia di sanzioni dal Governo italiano nel 2006, e poi dalla normativa regionale nel 2007, è fisiologico qualche disorientamento e incomprensione. Ma la Provincia, che peraltro condivide pienamente le finalità di tale strumento utile a valutare “preventivamente” e non “dopo” quali saranno gli impatti sull’ambiente, sul tessuto socioeconomico, sulle infrastrutture di una determinata scelta urbanistica, non può che richiamare i Comuni al rispetto delle procedure e dei contenuti delle suddette leggi nazionali e regionali. Sono pochi, poi, gli interventi veramente sottoposti alla Vas, ma per stabilirlo occorre una “verifica” di tutti gli interventi urbanistici, tramite una semplice scheda da compilare».
«Non solo – precisano ancora Rossi e Canzian – Proprio ieri il Dirigente del Servizio Urbanistica della Provincia e l’architetto Zazio del comune di San Benedetto hanno avuto un incontro su questo tema con il dirigente Servizio Ambiente della Regione Marche, l’architetto Minetti, il quale ha confermato in pieno tali concetti e ha preannunciato che a breve la Giunta regionale delibererà linee di indirizzo per l’applicazione della Vas. Che cosa si imputa alla Provincia? Di rispettare le norme o di svolgere il ruolo che la comunità da essa si attende?»

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