NERETO – L’amministrazione Moroni, dopo mesi di tormentate vicissitudini politiche, è giunta al capolinea. Sono infatti state consegnate ieri al direttore generale Tommaso Angelini e al prefetto Francesco Di Camerino le dimissioni dei dieci consiglieri di partiti trasversali che hanno provocato la fine anticipata del mandato amministrativo.

«Era impossibile governare in questo modo – spiegano Masi, Pichini, Lattanzi e Falò, i quattro ex consiglieri socialisti del gruppo del Pd neretese che si sono dimessi – e abbiamo detto basta. Questa crisi è iniziata presto, pochi mesi dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione, quando il consigliere indipendente in quota Ds, Luciano Giansante, manifestò il proprio disagio per il modo di operare del sindaco poco trasparente e del tutto inefficace».

«Il gruppo socialista del Pd – proseguono i consiglieri – verso il quale Moroni ha versato veleno, è stato l’unico che ha mantenuto fede al mandato elettorale, cercando fino a quando a potuto di sostenere l’azione amministrativa. Ma a tutto c’è un limite. Più volte abbiamo chiesto al sindaco di dare risposte rapide ai cittadini. Un esempio per tutti, l’avviso pubblico con cui si invitavano i cittadini a presentare proposte per attivare una variante al Pre. Le cento richieste pervenute sono rimaste nel cassetto del sindaco».

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