Da Riviera Oggi n.745

MONTEPRANDONE – Prosegue l’incontro con i protagonisti delle prossime elezioni amministrative, intervistati da Riviera Oggi per conoscere le loro proposte e le loro previsioni: Giuseppina Massi, consigliere comunale, eletto nel Polo per Monteprandone alle amministrative del 2004.

Come giudica l’operato e i risultati raggiunti in questi anni dall’amministrazione Menzietti?
«Senza infamia e senza lode, certamente si poteva fare molto di più. Non posso dire che la sua politica sia stata deleteria per il paese, molte le spese previste in bilancio, del resto ci sono state tante lottizzazioni».

Vuol dire che ci sono state delle buone entrate per le casse del Comune?
«Infatti sono state effettuate delle spese importanti, ma altre sono state tralasciate. Purtroppo se l’obiettivo non è più il bene del territorio ma il consenso, allora si cerca di accontentare di più quelle zone con un serbatoio di voti maggiore».

Stiamo parlando dell’area di Centobuchi?
«Questa zona costituisce il principale bacino elettorale. Senza dimenticare che esiste una netta diversità tra Monteprandone e Centobuchi, sono due realtà distinte, l’amministrazione dovrebbe favorire quella coesione necessaria per sviluppare tutte le potenzialità. Centobuchi con la sua zona industriale costituisce una realtà economica innegabile, ma anche il centro storico di Monteprandone deve essere valorizzato e sfruttato come fonte di reddito. Occorre puntare sul turismo valorizzando il patrimonio culturale che il paese possiede».

Ma allora rimangono due realtà distinte. Da un punto di vista economico e storico hanno delle potenzialità diverse?
«Sono realtà assolutamente diverse, ma che devono lavorare in sinergia. Centobuchi ha un tessuto economico e sociale che ha bisogno di interventi mirati e programmati, i problemi che questa zona industriale possiede non possono essere risolti con interventi a pioggia privi di un disegno programmatico. Per il centro storico di Monteprandone non ho più parole, ormai è uno scempio continuo e costante: la pavimentazione, la mancata valorizzazione di tesori culturali, e mi riferisco ai codici di San Giacomo della Marca accantonati in un museo rinnovato ma dimenticato».

L’amministrazione ha comunque realizzato delle opere, si parlava di spese importanti che hanno caratterizzato l’agire di questa amministrazione Menzietti.
«Ripeto, si poteva fare di meglio. Il parcheggio del centro storico poteva essere meglio strutturato, ho comunque votato a favore, perché era un problema che andava risolto. Non parliamo poi di Piazza dell’Unità a Centobuchi: è il simbolo del pressapochismo, un centro di aggregazione era certamente necessario ma l’opera realizzata è il risultato di una pessima progettazione. Se mi fossi ricandidata avrei presentato le prove del cattivo lavoro svolto, ma ormai mi limito a ribadire che si poteva fare di meglio».

Sta dicendo che non si ricandiderà alle prossime elezioni?
«Ho avuto dei seri problemi personali, ma devo dire che non mi sarei ricandidata, la mia esperienza politica si chiude con un bilancio negativo. Ho visto un intreccio di interessi che difficilmente si riesce a scalfire, si può solo pensare al compromesso e la concezione che ho io della politica non ammette questo tipo di compromesso. Gli intrecci sono troppo forti e consolidati nel territorio, è difficile lavorare con questi presupposti».

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