SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La situazione di classifica impone qualche riflessione che non può limitarsi alla gara contro il Lumezzane. Di qualcuno sarà pure la colpa o l’incapacità. Cercherei di trovare il bandolo della matassa analizzando fatti e numeri di chi è attualmente delegato a prendere decisioni in casa rossoblu.
Società. Sta fallendo l’obiettivo originale in base a quanto è realisticamente accaduto negli ultimi tre anni di reggenza. Lo dicono i crudi numeri: nessuna crescita graduale c’è stata dal giorno in cui sono arrivati. Nei primi due anni però non hanno sbandierato nulla mentre quest’anno hanno sbandierato l’alta classifica o lì vicino. Stanno clamorosamente fallendo e mi pare strano che non si interrogano per capire se è tutta colpa loro o di chi ha assemblato la squadra e di chi la dirige in campo. I quali a questo punto, se continuano a dire che hanno in mano una squadra forte diventano oltremodo incompetenti: potrebbe significare che non sanno distinguere tra una squadra di prima Divisione ed una di Seconda. Può capitare a me ma non a diesse o allenatori.
Tecnici. I fatti e i numeri dicono che Enrico Piccioni con la Samb non vince una gara da tempo memorabile, dal 10 febbraio 2008 (Samb-Martina 2-0), e che in undici partite fuori casa la Samb ha conquistato appena tre punti (l’ultimo a Sorrento il 3 febbraio 2008), realizzando appena tre gol, l’ultimo a Lucca (1-2). I fatti e i numeri dicono che nelle sue precedenti esperienze da tecnico non ha mai fatto buoni risultati e sempre in categorie inferiori alla serie C. Sotto altri aspetti non c’è ancora totale limpidità. Insomma i fatti e i numeri non concedono grandi speranze. Stessa cosa per l’artefice del mercato, Maurizio Natali del quale non sono ancora venute alla luce esperienze vincenti, a parte quelle speranze nate dalla parziale “resurrezione” di un anno fa, quando era passato da diesse a segretario tecnico e fido scudiero di Nucifora.
Tifo. I fatti dicono (i numeri anche) che mai tra società e tifosi c’è stato un rapporto così negativo e, ancor peggio, così assenteista. Se continua così la magnifica storia della Samb finirà malissimo. Finirà.
Ugolotti. Appena arrivò due anni fa portò la Samb da un punto in cinque gare alle soglie dei play off. Anno scorso dopo il brutto inizio fu richamato dopo un punto in quattro partite con Piccioni e fece tre vittorie di fila. Quindi: non riesco a capire perché mi pare stranissimo che, nonostante numeri e fatti gli diano ragione, non è rimpianto, come dovrebbe, dall’ambiente. Forse ha fatto qualcosa di male che io non so. Un aspetto veramente incomprensibile. Almeno per me. Un mondo alla rovescia…
Finale. Non ci resta che piangere.

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