SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Senza gol non si vince, e senza attaccanti non si fa gol. La regola del calcio è antica quanto questo gioco, la conoscono anche i bambini che, nei tornei di quartiere, quando si tratta di costruire le squadre con il gioco della conta, scelgono subito l’attaccante più forte e, poi, il portiere migliore. Se la Samb non può fino ad ora lamentarsi del giovane Dazzi, sicuramente non può dirsi altrettanto per il reparto offensivo. Pippi non ha mai, di fatto, tirato in porta; Cigan, il suo “innaturale” sostituto, idem; Morini, il centrocampista più offensivo, altrettanto. Gli spunti più pericolosi sono venuti da due difensori (Bonfanti a Verona e Moi a Ferrara), o centrocampisti (oggi, Titone, con conclusione a botta sicura salvata sulla linea, e Ferrini, alto).
Pippi sembra un centravanti completamente fuori fase: rallenta il gioco, non si fa trovare pronto per il tiro. Ha buone doti, probabilmente, ma fino ad ora si sono appena intraviste (nel finale, con Caselli al fianco, finalmente lo si è notato in qualche incornata di appoggio). Così, contro un Lumezzane che si è fatto notare solo nel primo quarto d’ora, la Samb ha macinato, o provato a fare, tanto gioco, finendo però per perdersi al momento della conclusione. Non è stata una brutta Samb quella degli ultimi venti minuti del primo tempo, con Palladini rapido a recuperare i palloni che il duo Bonfanti-Moi (i migliori tra i rossoblu, entrambi impeccabili, con Moi che in questo momento sembra poter giganteggiare in qualsiasi ruolo), Ferrini finalmente in palla, Morini saettante sulla sinistra, Titone che ricordava il Carlini di due anni fa, Tinazzi pronto ad andare sul fondo e mettere in mezzo. Ma poi? Tutto si spegneva al momento di entrare in area, tranne che per le due occasioni descritte in precedenza.
Nella ripresa, la Samb scompariva, e, complice la sonnolenza del Lumezzane, l’incontro si avviava mestamente sui binari del pareggio. Piccioni ci metteva del suo, invertendo le posizioni di Morini e Titone, e quindi di Magnani, un destro puro schierato a sinistra. Ferrini doveva lasciare per una contrattura, Palladini annaspava, mentre a sinistra Padula non faceva dimenticare i fantasmi di Santoni, anzi (l’espulsione nel finale veniva salutata con i fischi del pubblico di casa).
Sei partite, due punti, zero gol fatti: continua il record storico negativo della Samb in avvio di campionato. Ma Piccioni resta sulla panchina, con Gianni Tormenti, scurissimo in volto in sala stampa, che ricorda che anche in caso di dimissioni queste non sarebbero accettate. Il problema del gol che non arriva, però, non è imputabile alla tifoseria che contesta, anche pesantemente, allenatore, calciatori e società. Piccioni lo sa, e anche se si appella alla sfortuna (l’arbitro che assegna un rigore che poi invece non viene calciato per una segnalazione del guardalinee, sembra una decisione comica, guardando lo score offensivo dei rossoblu).
Il Riviera, oggi, contava poco più di duemila spettatori: conseguenza logica di una classifica penosa. Ma uno stadio così vuoto fa venire grande tristezza a tutti quelli che hanno la Samb nel cuore. Servirebbe una scossa, un’assunzione di responsabilità, anche alcune scuse per evidenti errori (vero Natali?). Un punto e a capo per poi ripartire, che il campionato e lungo e tutto è ancora rimediabile. Invece, da cima a fondo, è ormai scontro aperto. E la Samb affonda.

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