Martedì 7 ottobre in edicola con Riviera Oggi le foto a colori della formazione di casa
ADRIATICA BITUMI BASKET CLUB SAN BENEDETTO: Falà 7, Mattioli 12, Martinez 21, Valori 10, Christ 17, Grossi 11, Camerano 4, Cameli, Bruni, De Angelis, All. Poggi

ASCOLI BASKET: Musumeci 23, Di Silvestro 3, Elia 8, Bassi 6, Ognjenovic 27, Piccioni 5, Pierascenzi, Nanni, Ciccanti, Pizzingrilli, All. Caponi

Arbitri: Fuselli (Recanati) e Valleriani (Amandola)

Parziali: 12-17, 31-35, 46-49, 69-69

Usciti per falli: Piccioni, Pizzingrilli

SAN BENEDETTO – Esordio casalingo vittorioso, alla terza giornata del campionato di C2, per la Adriatica Bitumi Basket Club che sconfigge, dopo una partita senza respiro, l’Ascoli Basket e vola a 4 punti in classifica. La squadra di Nello Poggi soffre parecchio il duo Musumeci – Ognjenovic, in grado di macinare 50 punti nel corso dell’incontro, e chiude il primo periodo sotto di 5 punti. Nel secondo quarto la formazione ascolana riesce ad infliggere colpi micidiali portandosi a +13. I rossoblù si affidano alle mani di Martinez che indovina due tiri da 3 rimettendo in corsa la squadra.
Dopo i dieci minuti di pausa, al 25’, la Adriatica Bitumi è in grado per la prima volta, grazie a Falà, di portarsi in vantaggio (41-39) ma è questione di un attimo e Musumeci, tra i migliori in campo, ristabilisce lo status quo.
L’ultimo periodo è giocato in apnea da entrambe le formazioni, con il Basket Club che spinge, forza e agguanta gli avversari a 30 secondi dal termine sul 67-67. Ma non è ancora finita, Ognjenovic porta di nuovo sopra gli ascolani e poi dà una manata al pallone gettandolo via. Gli arbitri fischiano il fallo tecnico, contestatissimo dallo staff ascolano e dalla tifoseria bianconera, e Mattioli dalla lunetta è infallibile. I tempi regolamentari terminano 69-69.
I cinque minuti supplementari raccontano un’altra partita. La squadra di Poggi schiaccia un avversario improvvisamente intimorito e demoralizzato, capace di sbagliare quasi ogni tiro. Finisce 82-72 con una Adriatica Bitumi che si è imposta grazie all’intensità agonistica più che alla tecnica.

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