SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una vita segnata dal dolore, dalla sofferenza, dalla costante sete di libertà e dal bisogno intimo di ricercare una Giustizia Universale.
Questa vita è quella di Rigoberta Menchú Tum, Premio Nobel per la Pace nel 1992, donna guatemalteca di grande spessore umanitario che sarà a San Benedetto del Tronto l’8 ottobre per due incontri rivolti e dedicati soprattutto ai giovani sambenedettesi.
In questi due appuntamenti che si terranno entrambi al Teatro Concordia, il primo alle 10,30 con gli studenti delle scuole superiori di San Benedetto e il secondo alle 17,30 per l’apertura ufficiale del Premio Libero Bizzarri, Rogoberta Menchú presenterà la sua esperienza con l’intento di farla conoscere a chi vive in un contesto lontano fisicamente e ideologicamente, per comprendere e capire, per scendere in quell’abisso di terrore che il Guatemala ha scavato dentro il suo territorio e avere così la capacità di aprire gli occhi e guardare il mondo con prospettive diverse.
Un grande insegnamento quello che si appresta a dare il Premio Nobel alla nostra città, nonché un grande riconoscimento dato alla nostra regione, l’unica in Italia scelta dalla stessa Menchù nella sua visita europea (visita che contempla tra l’altro solo la nostra nazione e la Spagna).
Durante l’inaugurazione del Premio Libero Bizzarri verrà proiettato un documentario dal titolo “Las Cruces”, che racconta aiutandosi con un alternarsi di immagini vere e ricostruzioni cinematografiche, la guerriglia del Guatemala terminata, per lo meno ufficialmente, con un accordo di pace tra il governo e i guerriglieri nel 1996. Il documentario che vuole dare un’idea di come si viveva in Guatemala fino al 1996, è stato prodotto da Raffael Rosal, un ex guerrigliero.
L’incontro con Rogoberta Menchú è stato possibile grazie all’impegno del Comune di San Benedetto del Tronto e del Collettivo Guatemala – Moie, un’associazione composta da volontari che, su esplicita richiesta di Rigoberta Menchu Tum nel, 1990 ha iniziato a divulgare le condizioni di vita delle popolazioni Maya del Guatemala, la loro cultura e che nel corso degli anni ha collaborato con quasi tutte le organizzazioni indigene, sociali e sindacali del Guatemala.
«Questa importante testimonianza – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Margherita Sorge – ha lo scopo di sensibilizzare i più giovani facendo loro conoscere una realtà lontana e poco sentita».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.397 volte, 1 oggi)