SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il ponte in legno per unire ciclopedonalmente – perdonate il neologismo orrido – le due sponde del fiume Tronto e realizzare finalmente un collegamento continuo per le bici da Cupra fino alle porte di Pescara.
Intorno al ponte in legno lamellare sul Tronto, dicevamo, si è svolto un summit in Comune fra le autorità picene e marchigiane, presenti i sindaci Gaspari e Di Salvatore.
Ne è emersa una volontà comune subordinata però all’arrivo di una quota dei Fondi europei per le aree sottoutilizzate (Fas).
La Provincia di Teramo si occuperà della progettazione, presentando schede tecniche per ottenere il finanziamento comunitario. C’è collegata anche la questione del depuratore idrico in zona Sentina, che secondo la ipotesi allo studio riceverebbe le acque reflue da Martinsicuro tramite delle tubazioni “mascherate” dal ponte in legno soprastante: il Comune truentino così potrebbe utililizzare solo il depuratore di Villa Rosa, facendo a meno di quello esistente nella sua zona nord.
«Con il ponte sul Tronto la costa picena e teramana avrebbero un collegamento ciclabile da Cupra fino alle porte di Pescara, considerando anche l’attraversamento del fiume Piomba fra Silvi e Città Sant’Angelo», ha dichiarato il presidente della Provincia di Teramo Ernino D’Agostino.
Nel frattempo sono partiti i lavori per il ponte Anas sul fiume Tronto, nel quale troverà spazio una pista ciclabile separata dalle corsie automobilistiche.

L’attraversamento ciclopedonale del Tronto nella zona della foce, comunque,è legato a doppio filo con il progetto di pista ciclabile all’interno della Riserva della Sentina. Spiega il presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi: «Da tre anni siamo in attesa di 600 mila euro derivanti dalla rimodulazione di un Patto per l’Agricoltura. Dal ministero dello Sviluppo Economico abbiamo avuto quantomeno la rassicurazione che non sono finiti nei tagli operati dal ministro Tremonti».

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