SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre imprenditori interessati all’affitto dello stabilimento, i creditori che attendono quanto è loro dovuto, commissari giudiziali, concordati, contratti firmati che vengono annullati, e una stagione produttiva alle porte con le sue scadenze, che sono quelle del mondo dell’agricoltura. E, certamente non ultimo per importanza, il dramma sociale di 83 lavoratori sulle spine da mesi, alle prese con una cassa integrazione che prima o poi finirà, una situazione economica allarmante, mogli e figli a carico.
Un incubo che sembra non voler finire, quello della Foodinvest. Per la ex Surgela «il futuro è questione di giorni, se non si decide nulla salta tutto. Questi sono i giorni nei quali andrebbe contrattato l’acquisto delle sementi, entro novembre bisognerebbe contrattare con i contadini per le semine ed entro metà dicembre piantare i piselli. Bisognerebbe andare in produzione a maggio».
Sono le parole di un Massimo Rossi sotto pressione.  Negli ultimi giorni, con la rescissione del contratto fra Pignoletti e Malavolta (per volere di quest’ultimo, il proprietario), il presidente della Provincia di Ascoli sta tenendo i contatti con i due nuovi acquirenti, in particolare Vincenzo Ciulla. Poi c’è un terzo attore imprenditoriale in gioco, Domenico Tullii, presidente e fondatore della Italsur, con sede a Notaresco, Teramo, e trascorsi nella sambenedettese Co.pop.
«Noi non facciamo il tifo per nessun imprenditore, ci preoccupiamo solo dei lavoratori». Il sindaco Giovanni Gaspari, anch’egli impegnato sul campo, con una consapevolezza del settore dei surgelati che gli deriva dall’essere stato operaio e sindacalista proprio nella storica Surgela, aggiunge: «Confidiamo nelle doti del magistrato che sta seguendo la procedura concordataria».
Il compito del giudice Calvaresi è complesso: tutelare i creditori – l’azienda, con un buco di milioni di euro, è in concordato preventivo – e i lavoratori. Verificare, insieme ai commissari giudiziali, le garanzie degli imprenditori interessati all’affitto della gloriosa azienda di via Verbania.
Una verifica che ha dato responsi negativi per le fidejussioni assicurative di Pignoletti. Ma l’imprenditore padovano non demorde, presentando nuove polizze assicurative più solide, anche se ormai Malavolta ha firmato con Ciulla.
E Ciulla, infine, che si avvale della collaborazione e del know how del dottor Grano, direttore dello stabilimento Foodinvest. L’imprenditore agrigentino, nella sua proposta di affitto, offre meno soldi per le giacenze di magazzino, prodotti vegetali che con il passare del tempo hanno una “vita” commerciale sempre più limitata e che quindi offrono un maggior rischio imprenditoriale.
Questa proposta troverà il favore dei commissari giudiziali, quindi del giudice, quindi dei creditori? E poi, come andrà con la multinazionale Nestlè, principale committente dei prodotti surgelati di Porto d’Ascoli, soggetto fondamentale quantomeno per il riavvio della produzione?
Queste i mille interrogativi di una vicenda intricata e drammatica.

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