SAN BENEDETTO DEL TRONTO- «Fino a quando non si realizzeranno i ponti sul fiume Tronto e le opere strutturali connesse il pericolo di esondazioni resta potenzialmente intatto ». Lo dice a RivieraOggi.it Dante Merlonghi, responsabile per il Piceno della Protezione Civile. Il funzionario ricorda, tra l’altro, come alcuni anni fa si fu sul punto di evacuare d’urgenza l’intero centro commerciale “Porto Grande” per un improvviso quanto pericoloso ingrossamento del livello delle acque fluviali.

Ora sembra che, finalmente, qualcosa si stia muovendo. L’ingegner Agreppino Valente, dirigente del settore “Lavori Pubblici (Viabilità Provinciale ed ex statale, salvaguardia dei Fiumi, Fascia Costiera) e Trasporti” della Provincia di Teramo conferma: «Nella parte nord, sponda picena, sono già iniziati i lavori di contenimento del canale atto alla raccolta delle condutture per la superstrada. Fra quindici giorni, salvo imprevisti, dovrebbe iniziare il cantiere per la ristrutturazione della attuale rotatoria sul versante marchigiano».

Nel frattempo, in queste due settimane, è previsto l’arrivo del nulla osta da parte del Comando Militare di Napoli sezione “Bonifica militare” per la zona dei lavori, considerata a rischio per i numerosi bombardamenti alla quale fu soggetta durante l’ultimo conflitto bellico.

Si ricorda che il 18 febbraio 2005 la costruzione delle due opere fu divisa tra la provincia di Teramo e quella di Ascoli da parte dell’Autorità Interregionale del Fiume Tronto della quale fanno parte tre regioni (Marche,Lazio,Abruzzo) e quattro province (Ascoli, Aquila, Rieti, Teramo). Il bacino idrografico interessa per il 70,6% il territorio marchigiano, per il 18% il territorio dell’Abruzzo e per l’11,4% quello del Lazio.

Lungaggini burocratiche e tecniche portarono subito ad un ritardo nel proseguo dell’iter scatenando una serie di polemiche, per lo più politiche. La somma globale stanziata con il tempo si triplicò fino ad arrivare agli attuali 17 milioni di euro. «Le difficoltà maggiori – precisa Valente – non sono venute dalla parte tecnica ma dalle contrattazioni con i proprietari degli insediamenti sugli argini del fiume che hanno richiesto quasi otto mesi di tempo. Si tratta di grosse realtà, come la Piergallini, che hanno richiesto tutto il nostro impegno».

Quest’ultima insiste su ben tre sezioni della sponda destra. La prima dal fiume verso la collina, la seconda lungo l’argine direzione est e l’altra verso la foce. Intanto la proprietà ha reso libero da subito l’ultimo tratto di terreno occupato così da dare spazio alla costruzione del ponte. Per il resto Piergallini avrà tempo fino a tutto il 2009 per completare la delocalizzazione.

Ora la ditta “Socabi srl” di Martinsicuro, mandataria dell’asta con un ribasso del 22% pari a circa sei milioni di euro, avrà tempo fino al 2010 per portare a termine l’opera.

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