ANCONA – Una forte attenzione verso un settore vitale e ricco di valori significativi per l’economia e l’identità regionale, come l’artigianato. Questa in sintesi vuole essere la portata della proposta di modifica del testo unico per le attività produttive – legge regionale 20 del 2003 – approvata dalla Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’Artigianato, Gianni Giaccaglia.
«Con questa proposta di legge – commenta Giaccaglia – interveniamo su due fronti: tutela e valorizzazione delle produzioni e semplificazione delle strutture di autogoverno del comparto. Ciò passa, nel primo caso, attraverso formazione, incentivi e promozione. Nel secondo caso attraverso la riduzione dei componenti delle commissioni provinciali e regionale per l’artigianato. Ma non basta: innoviamo le procedure di annotazione all’albo, spingendo sull’informatica, riduciamo gli adempimenti, utilizzando l’autocertificazione ed eliminando duplicazioni e passaggi amministrativi che gravano sulle aziende. Insomma, intendiamo ridurre drasticamente adempimenti, costi e tempi a carico delle imprese, facilitando anche l’accesso al credito agevolato».

L’atto approvato prevede anche l’accreditamento dei centri di assistenza artigiana, attraverso la predisposizione da parte della Regione dei requisiti e delle forme di vigilanza.
Nel dettaglio, oltre alle misure di semplificazione, l’articolato approvato dalla Giunta e ora all’esame del Consiglio regionale, prevede la promozione di iniziative dirette alla valorizzazione del territorio e delle attività culturali, anche attraverso il recupero dei mestieri d’arte. Prevede poi strumenti specifici per lo sviluppo delle produzioni artistiche, tradizionali e tipiche.

Supporti multimediali, rassegne, esposizioni tematiche, itinerari turistico culturali che coinvolgano i laboratori artigiani e recupero di locali di proprietà dei comuni, fino ad arrivare alla realizzazione di un vero e proprio Museo regionale delle arti applicate. Queste le coordinate all’interno delle quali si muove il disegno di legge regionale, che si sofferma anche su contributi per lo sviluppo e sulla qualifica di Maestro artigiano. Qualifica che contraddistingue – questo il progetto – sia le “botteghe scuola”, sia le “botteghe di artigianato d’arte”, realtà con compiti di formazione professionale di alto livello

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