ASCOLI PICENO – Si torna a parlare del Ponte di Tallacano: a cavallo dello scorso Capodanno, nella frazione di Arquata, la conduttura dell’acqua potabile del Ciip subì un grave danneggiamento a causa della caduta di un ponteggio sul quale era fissata. Seguirono diverse giornata molto difficili per i residenti dell’area servita dal Ciip, con frequenti e lunghe interruzioni della fornitura idrica.Oggi, 26 settembre, si è tenuta, presso la sede del Ciip, una riunione convocata dal Consulente Tecnico d’Ufficio, l’ingegner Andrea Spada, prevista dalle procedure di indagine dell’Accertamento Tecnico Preventivo promosso dal Ciip, al fine di accertare le cause del dissesto del Ponte Canale di Tallacano. Erano presenti, oltre ai rappresentanti del Ciip, anche quelli dell’Aato 5 e le associazioni Cittadinanzattiva e Movimento del Cittadino.
Secondo il Ciip, il Consulente Tecnico ha confermato l’assenza di fenomeni gravitativi che abbiano potuto causare il cedimento delle fondazioni, e ha affermato che il collasso della struttura può essere stato causato da eventi sopravvenuti o dalla concomitanza degli stessi. Sulla situazione idraulica al momento del dissesto, il CTU si è riservato di effettuare calcoli idraulici più approfonditi, affidando l’incarico ad un esperto di costruzioni idrauliche.«Ciip spa – si legge sulla nota stampa – suo malgrado deve stigmatizzare la volontà evidente da parte di alcune Associazioni dei Consumatori di giungere a frettolose conclusioni, prescindendo dalle risultanze degli accertamenti tecnici tuttora in corso. Infatti non è ancora stato definito in modo unanime il meccanismo e il punto iniziale di collasso della struttura, elementi di importanza fondamentale ai fini dell’accertamento in corso».

«Si deve evidenziare – termina la nota – che si è assistito al reiterato, ma del tutto prematuro, tentativo di addossare colpe a Ciip spa per non aver proceduto con l’intervento di puntellamento della struttura scatolare, prospettato nella relazione dei tecnici Ciip del gennaio 2003. Si ribadisce che l’intervento in questione non fu effettuato perché il progettista incaricato in quel periodo, l’ingegner Grilli, a seguito dei sopralluoghi tempestivamente effettuati, escluse l’installazione di ponteggi perché non erano stati rilevati evidenti fenomeni di dissesto statico, in particolare per il Ponte di Tallacano. Tale decisione fu confermata dallo stesso tecnico, all’atto della presentazione del progetto definitivo di straordinaria manutenzione dei Ponti Canale».

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