SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se la questione fosse stata trattata da due soggetti economici come una normale acquisizione o vendita di società, la soluzione forse si sarebbe già trovata e non ci sarebbe il rischio di fallimento. I politici e i sindacati si rimbalzano le responsabilità, accusandosi a vicenda ed in mezzo ci sono loro, ventimila lavoratori ed altre migliaia che lavorano nell’indotto che rischiano di perdere il posto.
La realtà è molto cruda, c’è un’azienda decotta che gli ultimi dieci anni ha perso oltre 5 miliardi di euro (pagati da noi contribuenti), ha presentato negli ultimi 20 anni 19 volte il bilancio in passivo e a guidarla ci sono stati amministratori che hanno preso retribuzioni e buonuscite milionarie (in euro) senza risolvere alcun problema, anzi affossando la compagnia di bandiera.
L’attuale governo ha fatto l’errore di trattare questo problema a colpi di ultimatum, accusando la Cgil di ostacolare l’accordo, senza invece pensare di portare al tavolo della trattativa i veri rappresentanti dei lavoratori, la componente maggioritaria dei piloti (Anpac e Up), degli assistenti di volo (Anpav e Avia) che sono coloro che fanno volare gli aerei (sono disponibili ad impegnare le loro buonuscite pur di salvare la compagnia).
Berlusconi ha criticato gli stessi soggetti che aveva lodato ad Aprile, quando saltò l’accordo con Air France, ha demonizzato Epifani che ha avuto il buonsenso a non chiudere una trattativa senza l’accordo della maggioranza dei lavoratori, non rappresentati al tavolo della trattativa.
In mezzo c’è anche una proposta del Partito Democratico per contribuire alla risoluzione del problema, a certe condizioni, ma il Governo l’ha bocciata e definita una polpetta avvelenata, preparata di proposito dall’opposizione (come si vede il clima è rimasto quello di sempre, si litiga). Oltretutto non si capisce perché alla trattativa privata, per l’acquisizione dell’Alitalia, non hanno partecipato altri soggetti economici, visto che la legge Marzano lo prevede.
E forte di questo privilegio (mancanza di offerte alternative), la Cai ha fissato le condizioni con forza e da posizioni intransigenti, pena il ritiro dell’offerta d’acquisto. Nelle ultime ore Ë stata riaperta una trattativa con la Cai e con tutti i rappresentanti dei lavoratori che prevede anche l’ingresso di una compagnia straniera in quota di minoranza, però questo ci costerà parecchio di più. Berlusconi in questa vicenda ha raccontato la sua verità, attaccando parte del sindacato e opposizione; Veltroni ha promesso, a fine vicenda, di svelare tutti i retroscena di questo “imbroglio” per raccontare la sua. Spero che questa brutta storia si risolva in breve tempo e in maniera non troppo dolorosa per i lavoratori e per noi contribuenti, visto che alla fin fine sono sempre i soliti a pagare. Per concludere non mi sono piaciuti gli applausi, per il mancato accordo, dei dipendenti di Alitalia in divisa, immmagine che ha fatto il giro del mondo e ci mostra per quelli che non siamo.

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