CUPRA MARITTIMA – Dopo dieci mesi dall’inizio di una brutta avventura per il museo Malacologico, arriva il lieto fine.

I Carabinieri del Nucleo Tutela dei Beni Culturali di Ancona infatti, dopo le perizie del commissario tecnido Nicosia, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari dottoressa Carla Moriconi del Tribunale di Fermo, hanno tolto i sigilli ai 1430 reperti sottoposti a sequestro.

Dice Tiziano Cossignani, il direttore del Museo: «I Carabinieri del Nucleo Tutela di Monza non hanno trovato prove di illiceità degli acquisti, né un reale interesse scientifico e paleontologico. Non risultano vere nemmeno le accuse di violazioni alle leggi doganali a mio carico».

I curatori della Malacologia stanno quindi già provvedendo ad allestire la straordinaria mostra sui trilobiti (esseri viventi che hanno popolato i mari 500 milioni di anni fa) che sarà visibile a partire dalla metà del mese di ottobre.

Secondo Cossignani: «Migliaia di italiani possessori di reperti paleontologici possono tirare un sospiro di sollievo, dato che da alcuni mesi erano preparati al peggio, in particolare all’accusa di ricettazione. Di certo – aggiunge il direttore – la legislazione attuale si presta ad interpretazioni che mettono in difficoltà forze dell’ordine, giudici, istituzioni museali, sindaci, soprintendenze ai beni archeologici e, soprattutto, appassionati e studiosi».

«È stata una liberazione da un incubo che ci ha creato un grande danno d’immagine – conclude Cossignani –  anche se abbiamo ricevuto la solidarietà della comunità scientifica mondiale, di autorità locali e comuni cittadini entusiasti della bellezza del Museo Malacologico che hanno continuato a visitare».

Il Pubblico Ministero ha ottenuto comunque una proroga per le indagini, proroga che si concluderà il 4 gennaio prossimo, ma l’evoluzione con il dissequestro rende ottimisti sull’esito della vicenda.

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