GROTTAMMARE – È iniziato ufficialmente il programma di sperimentazione contro  il Rhynchophorus ferrugineus, il coleottero più comunemente noto come punteruolo rosso che sta devastando un ingente patrimonio palmizio in gran parte dell’Italia centro meridionale.

I rimedi? Insetticidi a bassa tossicità e un trattamento biologico a base di nematodi, parassiti potenziali antagonisti del “punteruolo rosso”.

«Essere tempestivi è la migliore cura – ha affermato il sindaco Luigi Merli – Al momento non abbiamo certezze su alcun rimedio, confido nella professionalità dei collaboratori dell’Assam e anche il contributo scientifico dell’Università Politecnica delle Marche è per noi una speranza per debellare il rischio di perdere un patrimonio così importante come quello palmizio per il nostro paesaggio, per la nostra economia turistica».

Tutta la sperimentazione è sostenuta con fondi provinciali specifici per l’emergenza “punteruolo rosso” con un costo stimato di circa 1.500 euro per ogni esemplare, e con le risorse comunali destinate alla Manutenzione urbana (giardinieri e mezzi meccanici). Da parte regionale è stato attivato, attraverso l’Assam-Servizio fitosanitario regionale, un progetto di monitoraggio e controllo.

L’intervento previsto è su 8 palme, di cui 6 di proprietà privata, con il coinvolgimento di tre ditte specializzate e l’utilizzo di tre diversi metodi di disinfestazione, uno biologico e due di matrice chimica. Il tutto, sotto il controllo scientifico dell’ Assam, per la direzione del prof. Sandro Nardi, e del Centro studi “Le Palme”, con il dottor Lorenzo Granchelli, e la collaborazione operativa dei giardinieri comunali.

L’operazione è iniziata ieri mattina, con il trattamento di tipo biologico a base di nematodi, cioè parassiti giudicati potenziali antagonisti del punteruolo rosso, su due palme appartenenti al patrimonio pubblico, una in via Valtesino e una sul lungomare De Gasperi, e una privata, in via Napoli. Il trattamento è stato eseguito dalla ditta Intrachem Bio Italia spa.

Il prossimo trattamento sperimentale ad essere attivato interesserà due palme di proprietà privata, una nei pressi del lungomare De Gasperi, l’altra in via Firenze, e verrà eseguito giovedì 25 settembre. A realizzarlo sarà la ditta Ecoservice di Ascoli Piceno.

L’ultima sperimentazione verrà attivata il 30 settembre. Riguarderà tre palme di proprietà privata nelle vie Fermi, Lazio e De Gasperi. Se ne occuperà la ditta Sarallo di Terracina, la stessa che ha trattato la palma presente all’interno del giardino comunale (il primo esemplare in assoluto su cui il Comune sia intervenuto) ed i cui risultati positivi sono ora visibili.

In questi ultimi due casi verranno utilizzati due diversi insetticidi, tra i più comuni utilizzati in agricoltura e con basso impatto di tossicità. A prescindere dal metodo attivo, comunque, su tutte le palme coinvolte verrà effettuato un intervento meccanico preventivo, la “potatura sferica” all’apice e il lavaggio interno con acqua ad alta pressione. Le palme resteranno in osservazione venti giorni, dopodiché l’Assam giudicherà il trattamento più efficace. In ogni caso, tutte le palme oggetto di sperimentazione saranno abbattute.

Dall’assessore all’Ambiente, Giuseppe Marconi, un appello alla cittadinanza:  «Siamo in piena emergenza. Venerdì notte, una palma all’interno di un giardino privato in viale Colombo è caduta, era completamente infestata. A 50 metri da questa, un’altra palma versa in condizioni critiche. E’ importante intervenire nelle prime fasi di attacco del parassita. Da parte del Comune, in ogni caso, questa emergenza non è sottovalutata: per debellare questo fenomeno stiamo destinando risorse umane e finanziarie ma è importante la collaborazione di tutti i cittadini affinché le segnalazioni di piante potenzialmente infestate arrivino agli uffici competenti quanto prima».

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